29 10 2004 - VOLPE 132: PER FARE UN PO’ DI CHIAREZZA …

Le cose che abbiamo fittamente scritto ultimamente sulla scabrosa vicenda Volpe 132, in uno con la meritoria e validissima “ripresa” del tema da parte di Marco Mostallino su IL GIORNALE DI SARDEGNA, hanno determinato un certo dibattito non solo tra i visitatori del nostro sito, ma anche nell’opinione pubblica, che per fortuna comincia a interrogarsi su questa vicenda su cui deve essere assolutamente fatta chiarezza. Dato che però certe cose rischiano di arrivare all’opinione pubblica un po’ deformate, qualche precisazione è necessaria.
Innanzi tutto noi abbiamo sempre, con nettezza e convinzione, precisato che l’emersione di un ruolo della motonave “Lucina” nella vicenda non evoca la posizione di Massimo Cellino, della cui assoluta estraneità ai fatti che vengono ipotizzati, lo ribadiamo, siamo fermamente convinti; qualcuno ha capito il contrario, ma il contenuto dei nostri scritti non lascia adito a dubbi. Anzi, vi è da dire che proprio la definitiva chiarezza sull’oggetto di quei trasporti in Algeria, e in particolare sulla ragione di quegli ammanchi di centinaia di tonnellate di semolino rilevate in occasione della mattanza di Algeri del luglio 1994, lascerebbe emergere definitivamente l’assenza di qualsivoglia penale responsabilità di Massimo Cellino, di sua sorella Lucina e di chiunque è stato coinvolto nel famoso procedimento per le truffe all’AIMA; il percorso per arrivarci lo scoprirete presto e sarà di dominio pubblico, perché c’è in giro gente troppo temeraria che sarà chiamata a rispondere delle proprie azioni fino all’ultimo respiro, e non potrà invocare certe protezioni dinanzi al potere della verità. Ci spiace per chi esecra il presidente del Cagliari calcio, ma è così.

In secondo luogo, qualcuno sostiene che saremmo troppo timidi nel riferire le ricostruzioni da noi propugnate e che dovremmo fare qualche nome, ma ciò non vuol dire che intendiamo solamente fare dei pettegolezzi: se faremo dei nomi, lo faremo nel rispetto del dovere di verità e quindi quando tutte le tessere che potranno collegare delle persone a dei misfatti saranno a posto. Molte di queste tessere si stanno ben posizionando, e in particolare per un verso vi è un solido elemento, che al momento non riteniamo di dover rivelare anche perché FA TREMARE I POLSI, che evoca la pista cinese nel traffico d’armi verso l’Algeria (sulla Somalia, tirata in ballo da chi sostiene l’esistenza di un collegamento col caso Ilaria Alpi, al momento non ci sono riscontri), per altro verso stanno forse emergendo certi elementi di prova che Agostino Cordova, quando stava a Palmi e svolgeva una ben nota indagine, non poté trovare per scarsa collaborazione e poco tempo.
La cosa fondamentale è una: L’IMPORTANTE E’ CHE DI QUESTA VICENDA SI PARLI, e pazienza se i soliti noti ci considereranno, come sempre, un sito “gonfio di pettegolezzi e denso di menzogne”; l’opinione pubblica è più matura di quanto si creda, ha solo bisogno di una stampa e di organi di informazione che informino con completezza e senza censurare niente, ha il diritto di formarsi un’opinione e di pungolare, sollecitare, obbligare i rappresentanti da essa eletti a occuparsi di un problema grave come questo.
A proposito: parlamentari sardi ancora non pervenuti, un tempo della vicenda si occupava Piergiorgio Massidda, ma si vede che si è stufato presto. E Renato Soru? Non sarebbe male che se ne occupasse anche lui, sarà forse eccessivo invocare sistematicamente il Governatore come il Salvatore della Patria, ma veramente non sappiamo a chi altro rivolgerci, di certo non a certe orecchie cieche e sorde.