Dopo anni nel corso dei quali la terribile lobby politica, giudiziaria e giornalistica che ammorba la città ha colpito indisturbata a destra e a manca, i soloni del Comitato di Redazione dell’UNIONE SARDA, che tanto hanno contribuito con la loro guerra santa contro Grauso e Liori e con la loro cortigianeria nei confronti dei magistrati a creare questo vomitevole assetto di potere, ci fanno finalmente conoscere, anche a suon di scioperi, la loro realtà rivelata: quel Zuncheddu non è affatto buono, anzi è un fascista, un nemico della libertà di stampa, ci svaluta professionalmente affidando tutti gli editoriali di rilievo a gente che col giornale non ci azzecca e ci riduce a scopiazzare agenzie di stampa o a raccogliere in giro chiacchiere da bar.
Zuncheddu non è affatto un fascista, almeno sul piano economico, se è vero che ha cooperato a lungo e fattivamente con le Cooperative rosse di Andrea Raggio, e comunque i capataz del Cdr dell’UNIONE, dal taccuino della Procura Maria Francesca Chiappe alla pasionaria comunista Maria Paola Masala, ben sapevano che Zuncheddu, se non era massone, era comunque molto vicino alla Massoneria, e che aveva interessi e affetti a destra, vedansi la realizzazione di quella Città Mercato di Santa Gilla il cui staff fu per intero mobilitato a fare campagna per Forza Italia e la compartecipazione a IL FOGLIO insieme alla moglie di Berlusconi.
Tutte queste cose, i geniacci del Cdr de L’UNIONE, gente che la Cagliari degli onesti deve maledire molto più dei politici corrotti e di certa magistratura, le sapevano bene, solo che la cosa importante per loro, comunisti trinariciuti molto al di là di ogni più pessimistica aspettativa, era una sola: estromettere quell’editore, Grauso, che a ragion veduta lasciava molta più libertà di Zuncheddu ma diceva cosacce che non si devono dire sul PDS, sui magistrati, sull’eroico dottor Caselli, e quel direttore, Liori, irruento si ma col difetto di dire a sua volta la verità sulle stesse cose.
Guarda caso, questa sacrosanta battaglia in nome della libertà di stampa (che qui c’entra come i cavoli a merenda, come le ragioni per cui Mauro Lissia ancora non ci vuole dire chi gli fece la soffiata sulle pretese intercettazioni di Cugusi) ha coinciso appieno con la realizzazione dei medesimi obiettivi, estromettere, emarginare, mettere a tacere Grauso, portati avanti da altri per ben meno nobili motivi: la magistratura, almeno la sua parte più in mala fede sul caso Lombardini e cialtronescamente corporativa, che per la prima volta nella storia della città vedeva il quotidiano cittadino criticarla senza sconti su tante vergognevoli magagne, dalle commistioni politiche col PDS alle imcompatibilità parentali assolutamente vergognose e schifose, e la politica diessina, specie quella incarnata da Emanuele Sanna, la cui ombra aleggia fosca – ed è stata dipinta in termini poco lusingheri anche da un PM – sulla vicenda UNIONE SARDA, e dal suo sodale Andrea Raggio, che nel frattempo guarda caso, zitto zitto, allestiva una Fondazione, intitolata a suo figlio, ben frequentata sia da magistrati illustri e con un ruolo ben preciso nelle iniziative contro Grauso, come Carlo Piana, sia da esponenti di quel mirabolante CdR, come Maria Paola Masala.
Ora che i nostri eroi hanno scoperto chi veramente sia Sergio Zuncheddu, hanno scoperto l’acqua calda col constatare che costui si è preso L’UNIONE SARDA, pagandola profumatamente nonostante certe farneticazioni sui suoi bilanci, non certo per finalità economiche, bensì per realizzare un’operazione politica di censura di voci scomode, si incazzano, protestano, scioperano, e i compagni della sinistra, dei DS, esprimono si solidarietà, ma in modo abbastanza rituale: forse perché sanno bene che LA NUOVA SARDEGNA a Cagliari non attacca perché è un giornale di Sassari (e dalle nostre parti, si sa, i sassaresi non sono così amati) e che l’unica alternativa a Zuncheddu sarebbe il ritorno di Grauso, forse perché permane un alleanza con Zuncheddu che, al di là delle simpatie destrorse che pure costui potrà avere, è di fondo, a livello politico, meglio a livello di assetti di potere, come dimostra il fatto che neppure una voce critica si è levata da sinistra, e neanche da certa magistratura iperambientalista (Fiorella Pilato, dove sei?) sull’ultimissima iniziativa cementificatrice dell’imprenditore di Burcei denominata I FENICOTTERI, il che fa pensare che forse le cooperative rosse di Andrea Raggio (non quelle che ora fanno capo a Diliberto), vero polmone finanziario dei DS, hanno più di un tornaconto a tenere buoni rapporti con Zuncheddu, magari nell’ambito di chissà quali spartizioni.
Quindi, cari eroi del CdR de L’UNIONE SARDA, non illudetevi, c’è una probabilità su mille che le vostre proteste ottengano una vera eco: i conti del giornale sono preoccupanti, ma Zuncheddu continuerà a tenerlo nonostante si tratti di una attività economicamente in perdita, perché la gente deve continuare a non sapere di certe cose; sapete anche voi che le cose che dicevano Grauso e Liori (mandato al massacro della radiazione, ma non vi vergognate?) sulla magistratura e sulle sue conessioni con la politica rossa erano vere e giuste, ma pentirsi dopo il mal fatto non vale, varrà forse per i collaboratori di giustizia, non certo in questo caso.
Cuocetevi nel vostro brodo, voi che siete sempre così coraggiosi a salire sul carro dei vincitori e ora vi accorgete di essere miseramente perdenti; non troverete in ogni caso difensori tra le persone oneste e leali, e se vi lagnate tanto per come Zuncheddu vi dequalifica, quelli di voi che sanno l’inglese possono benissimo cercare un nuovo impiego a Londra, come è toccato fare a tanti giovani sardi onesti che non hanno gli agganci per entrare in magistratura, raggiungendovi padri, fratelli o zii, o per entrare con l’accozzo in qualche ente regionale, spinti da quegli stessi nel cui nome avete fatto l’indegna crociata contro Grauso.
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