Il processo-spazzatura relativo al sequestro Melis finisce dove doveva finire, cioé nel cestino, e Grazia Marine, Antonio Maria Marini e Pasqualino Rubanu sono assolti e liberi cittadini (Andrea Nieddu già lo era per il Tribunale di Lanusei) … è la conseguenza della clamorosa sentenza con cui oggi, 20 dicembre 2002, la Corte d’Appello di Cagliari, presidente Paolo Zagardo, a latere Antonio Onni e Tiziana Marogna, ha mandato assolti tutti gli imputati, nonostante le intemerate da girotondini di Gilberto “Nanni” Ganassi, che dovrebbe ora fare un sacrosanto bagno d’umiltà e finirla, con le sue allusioni becere, di insultare chi ha dimostrato di saperne ben più di lui, e del difensore-fidanzato di Silvietta Melis, la sequestrata libera e bella a cui non crede ormai nessuno, Paolo Pilia, a cui forse non hanno insegnato che i grandi avvocati sanno separare la professione dai sentimenti.
L’atto di coraggio del Presidente Zagardo e dei suoi giudici, esempio limpido di ciò che significa veramente essere giudici e non lacché delle Procure, e che, se fosse cosa di ogni giorno, eviterebbe perfino che si dovesse parlare di separazione delle carriere, è la più logica conseguenza di un ponderato esame degli elementi che noi siamo andati evidenziando con coerenza e decisione per tutto il corso del processo: Silvia Melis non è credibile, la tenda di Locoe è stata montata da qualcuno poco prima della liberazione della ragazza, gli inquirenti si sono accaniti ciecamente su questa sacra e santa pista orgolese, ispirata da quel Mauro Mura che non nasconde di odiare anche antropologicamente i barbaricini, e hanno trascurato di approfondire piste ben più serie, se non hanno addirittura deliberatamente depistato; vi erano troppi dubbi circa manipolazioni di certa Polizia sulla creazione degli elementi inerenti al “buco nero” di via Trento a Nuoro, ossia la casa di Grazia Marine, e sul contenuto delle deposizioni della “supertestimone” Anna Maria Rubatta; per tacere di altro, di cui prima o poi vi racconteremo compiutamente.
L’avvocato Giannino Guiso, principe del Foro (di Nuoro e di Milano) che si è preso la briga di difendere vittoriosamente Andrea Nieddu, ha formulato un commento durissimo, definendo i due PM, l’ormai superato Mura e l’ormai indefinibile Ganassi, in pratica come degli imbroglioni che avrebbero falsificato le prove, commentando che cose come queste non gli era capitato di vederne neppure in 50 anni di carriera.
Su Mura e Ganassi, niente da dire, se non che se ne sono andati con la coda tra le gambe, magari in attesa di preparare l’immancabile ricorso per cassazione, visto che sul pasticcio del sequestro Melis si gioca non solo un processo, ma la loro carriera e la loro credibilità, ormai rasoterra come del resto quella dell’intera magistratura di Cagliari.
Sarà inevitabile il riflesso di questa pronuncia della Corte d’Appello della Città del Sole sul processo parallelo in corso a Palermo a carico di Nicola Grauso, Antonangelo Liori e Luigi Garau; l’implicita sconfessione della credibilità di Silvia Melis, sicuramente conseguente alla sentenza di Cagliari, mette in discussione l’intero impianto accusatorio della Procura di Palermo contro gli imputati, coinvolgendo anche la parte che riguardava Luigi Lombardini, in ordine al quale, a questo punto, dubitiamo sempre più di adoperare proprietà di linguaggio dicendo semplicemente che si è suicidato …
Non si può comunque che essere al settimo cielo per la sentenza della Corte d’Appello, davvero un bel regalo di Natale, che giunge a simbolica purificazione della città e del suo ambiente giudiziario da sei anni interi di menzogne, di complotti, di prepotenza degli incompetenti, di arroganza, di prevaricazioni, di indagini sballate, di depistaggi, di calunnie gratuite contro le persone serie ed oneste da parte dei colpevoli e dei collusi; dopo sei anni si gira pagina, e il Consiglio Superiore della Magistratura dovrà prenderne atto … ma senza aspettare il C.S.M., il dottor Carlo Piana, che come capo della Procura è responsabile di quanto è accaduto non meno dei suoi sostituti, che persone ben più titolate di noi dovranno accertare se sono stati semplicemente degli incapaci o, come pare adombrare Giannino Guiso, addirittura in malafede, dovrebbe avere il coraggio e la dignità di riconoscere che cinque anni fa occupò un posto a cui era inadeguato e, anche se nel frattempo è successo l’irrecuperabile sotto forma del suicidio di Lombardini, comportarsi in maniera conseguente, rinuciando immediatamente all’alto incarico. Allora sarà veramente Babbo Natale, e ci farà un bel regalo … perché il casino che è successo nei cinque eterni anni del suo mandato, dottor Piana, non è successo in tutto il tempo residuo dell’esistenza della nostra città, fin dal tempo dei Fenici, altro che il caso Manuella per cui Enrico Altieri girovaga per l’Italia e per l’Europa da quindici anni e a Fernando Bova hanno negato la nomina a procuratore di Nuoro (col bel risultato che si sa … ma quel Saieva quando torna in Sicilia?) …. perseverare è diabolico!!!
Bene, tanto dovevamo dire, data la straordinarietà della notizia, ma ora rientriamo nei ranghi, non faremo più editoriali fino al 7 gennaio 2003, PROMESSO!!! Per le ultime notizie, se ce ne saranno altre degne di nota, verificare in testa a questa pagina … e ancora tanti auguri per un magico Natale e per uno splendido 2003 a tutti, ma in particolare a Grazia Marine, Antonio Maria Marini, Pasqualino Rubanu e Andrea Nieddu.
Lo Staff di Mala Iustitia Caralitana
| Pagina statica (salvata dal sito originale) |