08 01 2003 - TERRORISMO: ORA SPUNTANO PURE GLI NTA

Adesso bisogna decisamente iniziare a preoccuparsi: nella galassia terrorismo, si è oggi fatta viva in Sardegna una sigla già nota, i Nuclei Territoriali Antimperialisti, operante soprattutto in Friuli avendo quale obiettivo privilegiato tutto ciò che riguarda la NATO, che ha inviato sia al quotidiano IL PICCOLO di Trieste, sia alla UNIONE SARDA, una lettera dai contenuti farneticanti piena di accuse e di minacce soprattutto contro il presidente USA George W. Bush.
Come decifrare quest’ennesimo segnale di vita del terrorismo, con una galassia di sigle disparate, più o meno attendibili, che risulta sempre più variegata, e con obiettivi e finalità sempre più indecifrabili, tanto sono estesi i target a 360 gradi?

Il direttore de L’UNIONE SARDA, destinatario della missiva, ha per primo evidenziato che il messaggio non pare avere nulla a che fare con quelli, accompagnati da pallottole di kalashnikov, ricevuti in precedenza dal dottor Marchetti e dai segretari regionali della CISL e della UIL, e dopo il collocamento della bomba nella redazione nuorese del quotidiano cagliaritano, da numerosi esponenti politici, ed effettivamente la logica che ispira gli NTA pare profondamente diversa da quella del gruppo “Resistenzia”, autore dell’attentato di settembre al ripetitore TV di Capoterra e forse anche di quello a L’UNIONE SARDA, e anche da quella dei sedicenti “Nuclei Proletari per il Comunismo” autori delle lettere con le pallottole.
Quello che preoccupa è che, anche se certe realtà, come quelle di Decimomannu, sono in via di smobilitazione, la Sardegna rimane una zona decisamente strategica per la NATO e per gli USA, più che mai di questi tempi in cui corrono impetuosi venti di guerra con l’Irak di Saddam Hussein e nuovi fronti rischiano di aprirsi in Libia e in Siria, e che il fatto che il volantino sia giunto a L’UNIONE SARDA possa significare che gli NTA considereranno d’ora in poi la Sardegna, al pari del Friuli – dove l’obiettivo è soprattutto la base di Aviano da cui decollano copiosi gli F 16 statunitensi – come terreno operativo per le loro criminali azioni.
Tempi duri ci attendono: è sempre più evidente che la magistratura e le forze dell’ordine dovranno dislocare copiosamente uomini e mezzi per la prevenzione di questo nuovo, impalpabile, insidiosissimo terrorismo. Col rischio che, come negli anni ’70, lo Stato, che non può essere onnipresente come solo le dittature totalitarie possono, dandosi la giustissima priorità di sconfiggere il terrorismo, trascuri la lotta alla criminalità organizzata, rendendola nuovamente fortissima.