Da non capirci più niente.
I terroristi di questi non meglio identificati “Nuclei Proletari per il Comunismo”, una sigla che a dire il vero puzza di falso lontano un miglio, stanno colpendo a 360 gradi, all’indirizzo praticamente di tutti i rappresentanti delle istituzioni, dalla stampa alla magistratura, al sindacalismo moderato al presidente e ad assessori regionali, alla dirigenza della Confindustria sarda.
Siamo chiaramente al di fuori di ogni possibilità di ricollegare l’azione di questi delinquenti, che noiosamente inviano a tutti le solite pallottole di kalashnikov avvolte in messaggi più o meno farneticanti, alla tipica strategia delle Brigate Rosse, che colpivano e colpiscono individuando un target ben determinato, non spedendo pallottole e minacce a cani e porci, fra un po’ anche al sindaco di Tadasuni, con tutto il rispetto per il grazioso paesino della valle del Tirso.
Gli stessi anarchici eversivi, le stesse ali estreme dei movimenti No Global, quando agiscono o hanno agito in modo eversivo hanno sempre avuto obiettivi ben determinati, che si trattasse dei McDonalds, o dei negozi Benetton, o della Polizia da caricare sistematicamente e preordinatamente in piazza.
A noi pare, invece, che chi colpisce in modo così indistinto e indecifrabile abbia scarse parentele col terrorismo vero e proprio, e che piuttosto ambisca ad attirare l’attenzione della magistratura e delle forze dell’ordine intorno ad una generalizzata esigenza di prevenzione e, se del caso, di repressione che richiederà inevitabilmente un notevolissimo dispendio di mezzi e di uomini, col risultato che, alla fin fine, importanti risorse potrebbero essere stornate da altre finalità, quali la lotta alla criminalità organizzata e al narcotraffico che la alimenta.
Non potrebbe esserci, in fondo, una parentela tra l’allucinante striscione, contenente velate minacce a Berlusconi relativamente all’introduzione dell’art. 41-bis, scoperto di recente allo stadio di Palermo e queste manifestazioni apparentemente eversive? Non potremmo essere di fronte a una nuova insidiosa strategia di Cosa Nostra e delle mafie in generale, specie dopo la scelta di collaborare di Antonino Giuffré, uomo vicinissimo a Bernardo Provenzano, il che potrebbe aver imposto addirittura l’esigenza di una rapida ristrutturazione globale di Cosa Nostra?
Negli ambienti del SISDE, invero, si dice anche un’altra cosa, ossia che l’escalation di azioni eversive particolarmente intensa, in questi giorni, in Sardegna, avrebbe una forte valenza simbolica, da ricollegarsi al fatto che è sardo l’attuale Ministro dell’Interno, Beppe Pisanu, e che quindi questi signori, siano terroristi o chissà che, vogliono dimostrare di essere in grado di destabilizzare come vogliono proprio la tenda del ministro che, non dimentichiamolo, è stato il principale promotore della legge che ha reso definitivo l’art. 41-bis.
La nostra isola è forse al centro di una strategia mafiosa, abilmente camuffata dietro vesti eversive, e ce ne siamo accorti troppo tardi, data la propensione delle Procure isolane a non fare un bel niente quanto a certi problemi, quali quello del riciclaggio di denaro sporco per la cui attuazione la Sardegna è diventata isola felice per tutte le mafie, anche per la camorra e per la ‘ndrangheta?
A questi inquietanti interrogativi gli inquirenti dovranno dare, quanto prima, una risposta convincente, se possibile coi fatti e non coi teoremi.
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