01 07 2005 - STOP AMERICA, STOP ITALIA!

E’ davvero una brutta storia quella dell’imam arabo operante a Milano, supposto esponente di Al Qaeda o comunque del terrorismo islamico, rapito da agenti della CIA – sui quali ora indaga la Procura milanese – portato in Egitto e lì, a quanto pare, torturato perché dicesse ciò che sapeva, il tutto senza che il Governo, almeno stando alle odierne dichiarazioni in Parlamento del ministro Giovanardi, ne sapesse nulla.
C’è da dire che dubitiamo forte che questa ignoranza possa estendersi ai servizi segreti, in particolare al SISMI, a meno che questi non abbiano dato un’ennesima plateale dimostrazione di inefficienza, tesi “innocentista” per non dover ipotizzare una loro connivenza con l’illegale azione americana, attuata in violazione della nostra sovranità nazionale.

Beninteso, questo episodio non dovrà essere strumentalizzato oltre il suo reale impatto, è uno dei tantissimi “errori”, spesso anche tragici, che i nostri amici americani commettono nella persecuzione dell’obiettivo, sacrosanto, della lotta al terrorismo integralista, ma non potrà, come invece tenteranno certamente di fare Diliberto, Bertinotti e soci, la nostra indissolubile alleanza con la grande Nazione che, da sessant’anni almeno, è indiscusso baluardo di democrazia e libertà nel mondo.
Non depone comunque a favore del Governo, e più in generale dell’affidabilità del sistema democratico in questo Paese, se sia accaduto un episodio come questo, che fa il paio con le scorribande degli agenti israeliani del MOSSAD negli anni di Spadolini ministro della Difesa e, in epoca precedente, del libero scorrazzare di terroristi legati alla Libia dalle nostre parti.
E a sinistra, traendo spunto da questa vicenda, si sta riaprendo il dibattito anche sul modo in cui, sul terreno investigativo e giudiziario, viene perseguita in Italia la lotta al terrorismo, all’insegna del sostanzialismo, dell’esigenza di risultati a qualunque costo, che ha fatto abbassare di molto la guardia quanto alla tutela dei diritti civili e della libertà di manifestazione del pensiero. Questo non ha riguardato solo il terrorismo islamico, laddove tutti ricordano le polemiche intorno alla sentenza emessa dal giudice milanese Clementina Forleo che invece aveva un solido fondamento di diritto con buona pace dei demagoghi, ma anche il terrorismo, o preteso tale, di altra natura, in particolar modo quello che secondo vari inquirenti è stato rilevato in coincidenza con le aree degli anarchici e dei no global: si è data applicazione all’articolo 270 bis del codice penale, una norma di tale vaghezza da essere fondato il dubbio della sua incostituzionalità anche per l’indistinzione tra azioni concretamente terroristiche e semplice esercizio, magari un po’ “caricato”, di diritti civili, e si sono emessi, nei confronti di no global e anarchici, provvedimenti restrittivi che perlopiù non hanno convinto i tribunali della libertà chiamati a giudicare sulla loro legittimità come è avvenuto in particolare a Cosenza e a Bologna.
E’ un problema che ci si deve porre, quindi, e fa specie che solo oggi la sinistra “istituzionale” si svegli dopo aver per anni tacitamente approvato queste norme, forse perché, da parte dei DS ed alleati, si teme la forza competitiva di tutto ciò che sta alla loro sinistra, in modo ancor più allarmato alla luce non solo e non tanto di ciò che succede in Sud America, dove l’intero continente è in mano a presidenti di sinistra poco conciliabili con D’Alema e Fassino, ma soprattutto di quanto è successo in Puglia, dove il comunista Nichi Vendola ha inaspettatamente conquistato una regione che appariva graniticamente “moderata”. Cari compagni, i principi non si svendono sulla base delle convenienze del momento … ma realizziamo che il discorso andrebbe esteso a molti esponenti del centrodestra, che paiono avere, sul problema delle libertà un atteggiamento schizofrenico a seconda di chi siano i diretti interessati.