Continua il silenzio assordante sulla vessatoria decisione dell’Ordine dei Giornalisti di radiare dall’albo Antonangelo Liori.
Il giornalista antropologo di Desulo ha forse un po’ esagerato, ma il suo difetto principale è stato l’assoluta mancanza di pelosa ipocrisia, quella che è stata il marchio di fabbrica di certa sinistra urtata dai suoi articoli, ma che non è mancata a destra, tra coloro che battono le mani a Berlusconi quando parla male dei magistrati e poi, qui a Cagliari, leccano mostruosamente il culo a costoro.
E’ vero, non si chiude la bocca a Liori, sappiamo che perfino Adriano Sofri scrive dal carcere (e lo fa molto bene); semplicemente Liori non potrà più fare il direttore responsabile di un quotidiano.
Ma noi crediamo che non si debba e non si possa dirigere un quotidiano sempre con l’occhio al codice penale, e alle inesistenti diffamazioni, e con smodata attenzione alla suscettibilità di corporazione: la primaria responsabilità di un direttore, a parte verso l’editore che ci mette i soldini, è verso i lettori, e a noi piaceva leggere Liori che scriveva quello che tanti piccoli e grandi ipocriti di destra e di sinistra non osavano dire.
In un paese serio, come la Gran Bretagna, vi sarebbe una mobilitazione significativa per difendere Antonangelo Liori, qui c’è solo il silenzio, ebbene rompiamolo: facciamo sentire la nostra voce floodando* di messaggi di protesta la casella di posta elettronica dell’ordine dei giornalisti che è odg@odg.it.
* dall’inglese to flood, in gergo internettiano intasare, ingolfare, una casella di posta elettronica, un forum, una chat, un newsgroup.
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