Classe 1968, di Tortolì, figlia dell’ingegnere Tito Melis, sposata e separata, ha un figlio oggi di 7 anni, Luca, ed è stata a lungo presidente e dirigente della squadra di volley <<Airone>> di Tortolì.
La sera del 20 febbraio 1997 viene sequestrata in circostanze misteriose, e il suo sequestro darà luogo a un movimento di opinione senza precedenti per la sua liberazione e contro il fenomeno dei sequestri di persona.
Nel settembre 1997, dopo un lungo silenzio, il padre Tito denuncerà che la Criminalpol, il procuratore di Cagliari Carlo Piana e il sostituto Mauro Mura gli avevano impedito, nel luglio precedente, di pagare il riscatto, facendo <<saltare>> un appuntamento tra i suoi emissari e quelli dei banditi.
Silvia viene liberata l’11 novembre 1997, di sera, o meglio, come lei stessa riferisce, si sarebbe <<liberata da sola>> approfittando di un momento d’assenza del suo unico carceriere, che la deteneva presso una tenda, e quindi allentando la catena che la bloccava, dopodiché si precipitò verso la vicina strada, la strada provinciale Orgosolo – Nuoro [zona di Locoe].
Dopo alcune partecipazioni a talk-show televisivi, Silvia Melis, in relazione agli eventi successivi, ha sempre mantenuto uno strettissimo riserbo: parlerà nuovamente al processo contro i suoi presunti <<carcerieri>> presso il Tribunale di Lanusei e poi presso il Tribunale di Palermo, sfoderando un racconto che è apparso dimostrare una memoria prodigiosa, ma anche talune lacune e mancanze logiche.
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