14 10 2002 - SECONDO APPUNTO PER I COMPAGNI GIROTONDISTI (E PER I LORO AMICI IN TOGA)

Le  lagne della magistratura associata, che si associano a quelle dei vari girotondisti forcaioli alla Nanni Moretti, tendono a criticare la c.d. “Legge Cirami” sul legittimo sospetto, i cui effetti saranno sicuramente mirabolanti a Cagliari, sostenendo che così si intenderebbe costituire, per Berlusconi, Previti e chi più ne ha più ne metta, un’area di esenzione dalla giurisdizione.
Giustissimo, cari compagni, che nessuno debba andare esente dalla giurisdizione, che la legge debba essere uguale per tutti: ma non trovate, però, che ciò che asserite con violenza debba valere per Silvio Berlusconi non debba valere per gli stessi magistrati, che vestano ancora la toga o che siedano, o abbiano seduto, nel Consiglio Superiore della Magistratura?

Si, perché quello della responsabilità dei magistrati, della effettività della responsabilità dei magistrati, non solo di quella disciplinare e di quella civile, ma addirittura di quella penale, è un problema apertissimo, scottante e grave, che se rimanesse irrisolto rischia di porre a repentaglio le stesse fondamenta dello Stato di diritto.
Intendiamo riferirci al fatto che, nonostante ci abbiano dato a bere per decenni che loro (i magistrati) sono la parte sana del Paese, mentre gli altri (politici, avvocati, imprenditori, professionisti, etc.) sono perlopiù corrotti, mafiosi o comunque gente incline a violare la legge, sono moltissimi i magistrati che quotidianamente commettono reati nell’esercizio delle loro funzioni, reati talora di corruzione e concussione, ma più spesso di abuso d’ufficio, di falso ideologico, di estorsione, forse talora addirittura di associazione per delinquere, semplice e di tipo mafioso, e tuttavia i provvedimenti di custodia cautelare della magistratura, soprattutto dell’impagabile magistratura milanese e in subordine di quella palermitana, e gli strali disciplinari dell’impagabile Consiglio Superiore della Magistratura, in maggioranza formato da esponenti di quella stessa magistratura che dovrebbe essere controllata, si sono puntualmente abbattuti su magistrati che tornava comodo eliminare perché non erano funzionali a un certo “sistema”, come i Corrado Carnevale, i Renato Squillante, i Filippo Verde, gli Arnaldo Valente (hanno tentato di infangarlo ma non ci sono riusciti) i Francesco Pintus e, perché no, anche i Francesco Misiani, magistrato “rosso” come nessun altro in Italia, ma reo di essere un coerente garantista, che non si poteva lasciar diventare procuratore aggiunto a Milano.
Per gli altri niente: insabbiamenti, carte chiuse nei cassetti, colpi di spugna, come è avvenuto per i procedimenti bresciani di Antonio Di Pietro o per i procedimenti disciplinari degli intoccabili PM cagliaritani, in odor d’esoterismo, De Angelis e Marchetti; eppure spesso i crimini sono stati commessi da più magistrati associati in danno di loro colleghi, come nei casi che documentiamo ampiamente in questo sito alla voce “faide tra magistrati” nella sezione dei casi di malagiustizia (in breve: caso Lombardini, caso Pintus, caso Rilla), ma naturalmente, trattandosi puntualmente di magistrati “non allineati”, che era necessario eliminare perché il “sistema” non fosse intralciato, non è stata neppure avviata alcuna inchiesta, anzi il Consiglio Superiore della Magistratura, che quando vuole si spreca nel votare vacue risoluzioni “a tutela” di questo o quel PM giustizialista o forcaiolo prendendone le difese e di fatto invadendo la sfera di competenze del Parlamento, non ha avuto scrupolo, complice il settarismo fanatico di qualche consigliere ben collegato a certi personaggi della mala iustitia caralitana attraverso efficienti “cinghie di trasmissione” e l’ignavia della maggioranza, a mandare al macero questi magistrati, seri ed onesti.
Il Consiglio Superiore della Magistratura, mai come nella scorsa “consiliatura”, ha agito con la coscienza dell’impunità derivantegli dall’equiparazione, che si è arrogato, a una sorta di “terza camera” assolutamente non prevista dalla Costituzione, e i più faziosi tra i consiglieri appena scaduti (per fortuna) di carica si sono comportati esattamente come quei parlamentari di provincia pronti a tutto pur di soddisfare il proprio elettorato, incuranti con ciò di commettere reati gravissimi e di devastare le vite, le carriere, la serenità di tanti magistrati onesti, colpevoli solamente di non essere organici a quel “sistema”.
Voi, cari “compagni” magistrati di Magistratura Democratica, dei Verdi, e massì anche gli ignavi di sempre di Unicost e quelli ancora meno scusabili di Magistratura Indipendente (Sergio Visconti, Margherita Cassano, Fabio Massimo Gallo, Santi Consolo, avete tradito Luigi Lombardini: VERGOGNATEVI!!!), e anche voi, cari compagni girotondisti che amate tanto la libertà quando è la vostra e la disprezzate quando è degli altri …. voi, che non avete fatto NULLA per impedire questi vergognosi assalti ai magistrati onesti, per impedire la consumazione della serie interminabile di reati che sono stati perpetrati dentro e fuori il Consiglio Superiore della Magistratura, anzi spesso avete appoggiato e propugnato queste condotte criminali sovente degne di un Totò Riina ben più che di un Giovanni Falcone (foste voi a non volerlo a capo dell’Ufficio Istruzione di Palermo …. si ricorda, dottoressa Paciotti? SI VERGOGNI!!!) … ora VOI NON AVETE ALCUN DIRITTO DI FARE LA MORALE A BERLUSCONI, NE’ A PREVITI, NE’ A NESSUNO!!!
Detto questo, piccolo suggerimento, lo ammettiamo dettato dall’ira, al ministro PISANU per risolvere eventuali problemi che i girotondi possano creare all’ordine pubblico ….. POLIZIA, POLIZIA, CARABINIERI, CARABINIERI!!! Noi siamo libertari, ma non a vantaggio di chi non ha nessun rispetto per l’uomo.