La dottoressa Marzia Sabella, PM di Palermo che allo stato ha chiesto l’archiviazione delle denunce di Nicola Grauso a carico di Carlo Piana, Guido Pani e Gian Giacomo Pisotti sul “caso UNIONE SARDA”, e soprattutto il GIP di Palermo che dovrà decidere al riguardo, potranno trarre utilissimi elementi di valutazione osservando il comportamento che in questi giorni, in cui il Ministro Castelli, ripreso da numerosi quotidiani nazionali, ha sollevato con clamore il problema delle incompatibilità parentali tra magistrati e tra magistrati ed avvocati, ha tenuto il foglio zuncheddiano di censura L’UNIONE SARDA, che pure, sotto la ben diversa gestione di Grauso e Liori, aveva dedicato ampio spazio al problema.
Essendo costoro ormai i lacché della magistratura cagliaritana, hanno osservato la consueta linea, ossia censura totale, manco una parola, mentre IL GIORNALE e LA PADANIA riempivano pagine intere con lo sterminato elenco dei magistrati incompatibili di casa nostra e stigmatizzavano i casi più scandalosi, come quello di Piana padre e Piana figlio, ma evidentemente a Cagliari, secondo i nostri eroi de L’UNIONE SARDA che credono di essere ancora un giornale perché quattro imbecilli di terroristi li degnano di qualche (criminale) attenzione, è del tutto normale che babbo e figlio lavorino nello stesso Palazzo di giustizia, ringraziando Dio che nel frattempo i “vecchi” della dinastia Massidda siano andati in pensione lasciando solo i giovani; accidenti, ma perfino presso le Poste, dove ci sono molte meno responsabilità, e conseguenti doveri di immagine, che in magistratura, la deteriore prassi della cessione dei posti ai figli quanto meno presupponeva che il babbo, prima dell’assunzione del figlio, se ne andasse in pensione!
A questo punto, vi pare ancora tanto casuale che la mannaia del “controllo giudiziario” ex art. 2409 codice civile, che consentì a Pisotti, su richiesta di Piana e Pani, di inventarsi un’esposizione debitoria puramente virtuale di 42 miliardi di lire tanto da costringere Grauso a cedere L’UNIONE SARDA si sia abbattuta sul quotidiano quando Antonangelo Liori, pienamente appoggiato da Grauso, stava conducendo una serrata battaglia sul tema delle incompatibilità dei magistrati, ottenendo ottimi riscontri nell’opinione pubblica?
A noi non pare proprio … questo è un regime, null’altro che un regime! Una vicenda di incredibile malcostume, di arroganza di un potere giudiziario che vuole indirizzare tutti gli altri e che non tollera voci critiche, né al suo interno (le vicende Lombardini, Pintus, Rilla, De Nicola, Boi lo lasciano ben comprendere) né tanto meno all’esterno … anche la Procura di Palermo deve saperlo, deve capirlo!
Ad ogni modo, al riguardo i nostri fedeli visitatori, dato che è da ben prima delle sortite del ministro Castelli che parliamo di queste problematiche, sono esaustivamente informati, e i dati degli accessi di questi giorni al nostro sito, che sono vertiginosamente aumentati, dimostrano che sono sempre più i sardi che sanno di non poter trovare sui quotidiani locali null’altro di utile che i necrologi e che, per ottenere informazioni non censurate, si rivolgino a noi … comunque, se vi liberate dei pregiudizi che potreste magari avere nei confronti dei “nordisti” e di Bossi, vi consigliamo di consultare le edizioni online di questi ultimi giorni del quotidiano leghista LA PADANIA, reperibili sul sito http://www.lapadania.com, un giornale fatto bene, ad onta del suo carattere politico, che sui problemi della magistratura cagliaritana sta svolgendo esemplarmente il compito informativo su cui L’UNIONE SARDA è inadempiente … peccato che sia distribuito solo nelle edicole del Nord, e forse in poche edicole romane!
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