Quando mai è successo che in campagna elettorale un editore di testate giornalistiche, televisive o della carta stampata, e dei giornalisti si mettessero a querelare un candidato alle elezioni, dimostrando, ad onta di tutti i diritti che spesso i giornalisti e gli editori si arrogano, di non sapere cosa sia il diritto di critica, e oltre tutto di fatto violando la par condicio e appalesando indebitamente una discesa in campo, che peraltro era già abbastanza chiara, a favore di un altro candidato?
Bene, Zuncheddu e i solerti giornalisti di Videolina, che si sono espressi ieri per bocca del direttore Bepi Anziani, sono arrivati anche a questo, annunciando per giunta la replica del duello tra Mauro Pili e Renato Soru a “Bucce di Banana” per dimostrare la loro pretesa correttezza e, quindi, sputtanare ancor di più il leader di Progetto Sardegna.
E’ una cosa molto triste, davvero triste, specie se viene da Videolina, il baluardo storico della libertà di antenna in Sardegna creato e fatto grande da Nicola Grauso con tanti sacrifici, e considerato che la vessatoria norma dell’articolo 595 del codice penale, con cui hanno avuto tanta consuetudine coloro che si sentirono urtati dalle verità – magari proclamate con modi un po’ bruschi – proclamate negli anni scorsi da Antonangelo Liori, ma talora anche da LA NUOVA SARDEGNA, è una norma di puro e crudo stampo fascista, introdotta da Mussolini per imbavagliare il dissenso sotto l’alibi della lesione della reputazione di chi spesso non ne ha alcuna presso la pubblica opinione, e chi ricorre ad essa, nella maggior parte dei casi, ha la coda di paglia, non sapendo e non potendo sfidare chi lo accusa, nel caso di specie Renato Soru, nel contesto di una normale dialettica, all’insegna della libera manifestazione del pensiero e dell’esercizio reciproco del diritto di critica.
Ma Renato Soru non deve certo spaventarsi per questi attacchi di cui si capisce dove vogliono andare a parare, a screditare colui che rappresenta il nuovo della politica sarda per mantenere in sella la vecchia nomenklatura.
Chiunque si prenda il coraggio di dire scomode veritì magari percepite da tutti ma che nessuno osa dire apertamente, rischia e prende querele, ne abbiamo prese e ne abbiamo avute minacciate anche noi, ma sempre abbiamo saputo rintuzzare duramente, molto duramente, questi tentativi fascisti di tapparci la bocca e sempre lo faremo: esortiamo Renato Soru a fare altrettanto in tutte le sedi opportune, ben sapendo che Zuncheddu e Anziani possono querelare quanto vogliono, ma l’opinione pubblica, che non è cretina, un’opinione ben chiara sul modo di informare di Videolina e de L’UNIONE SARDA e sugli assetti di interessi che a ciò sono sottesi se l’è fatta, sicché questi miserandi tentativi di screditare Renato Soru non faranno che aumentarne i consensi. FORZA RENATO!!!
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