19 08 2005 - RIECCOLI! E ADESSO NON C’E’ LOMBARDINI …

Sequestrato a Cardedu e subito rilasciato a Tertenia Davide Arra, figlio di Gianfranco, direttore della filiale del Banco di Sardegna di Tortolì. Lieto fine, fortunatamente, in attesa di acchiappare i malviventi e chiarire interamente la dinamica dei fatti,anche se la ricostruzione più evidente appare essere quella per cui si sia trattato di un classico sequestro-lampo all’ogliastrina, col padre della vittima direttore di banca invitato ad approvvigionarsi di contante a tempo di record per la liberazione del figlio, andato a male non avendo potuto il padre ritirare i soldi in banca per le misure di sicurezza adottate riguardo a questo delitto, particolarmente frequente in Ogliastra.
Tuttavia, a conferma di quanto già accaduto ad Arzana nei confronti dei coniugi tedeschi, una constatazione è evidente: anche se sono cambiate le modalità di esecuzione, i sequestri di persona sono tutt’altro che cessati dopo la conclusione farsesca e torbida di quello di Silvia Melis, ed è quindi evidente, contrariamente alle becere e calunniose insinuazioni di taluni, che a quanto pare non era Lombardini a far fare i sequestri, anzi, in assenza di Lombardini, e dopo tutto ciò a cui abbiamo assistito in occasione del sequestro Melis con tutto il suo stucchevole corollario di mediatori, emissari e controemissari, massoni e frati, riscatti-non riscatti e fughe-non fughe, chissà quanti sequestri sono stati realizzati con queste modalità senza mai essere denunciati.

In fondo, se i banditi individuano bene il bersaglio, una persona molto agiata per la quale movimentare 150 mila euro in una mattinata non sia operazione di soverchia difficoltà è molto facile che qualcuno venga rapito il giovedì mattina (lasciando al familiare della vittima il tempo di fare l’ordinativo dei contanti in banca) e rilasciato il venerdì pomeriggio o al massimo il lunedì mattina.
Quindi, se una parte della malavita tradizionalmente legata ai sequestri, quella barbaricina, si è tendenzialmente riconvertita alle rapine eclatanti, con assalti ai portavalori e con sfondamento delle filiali bancarie a mezzo ruspe, un’altra parte di tale malavita, quella ogliastrina, persevera sulla strada vigliacca dei “ladri di uomini”, ma con modalità che tengono conto di quella radicata e radicale sfiducia per tutto ciò che odora di Stato che si è formata, sia tra i banditi sia tra le vittime potenziali, con la vicenda Melis, per cui è il fattore sorpresa a escludere e precludere ogni intervento dello Stato. Solo qualche appunto, per il momento, in attesa di una più approfondita analisi del fenomeno che necessiterà di altri dati che al momento non abbiamo; tuttavia, appare evidente che qualcuno, a Luigi Lombardini, deve ben più di una scusa …