Antonangelo Liori, in qualità di direttore dell’UNIONE SARDA, si è da subito contraddistinto per l’utilizzazione del quotidiano cagliaritano – un tempo e, purtroppo ora nuovamente, piuttosto sonnacchioso – come un vero e proprio foglio di battaglia contro gli abusi e le malefatte della classe politica regionale e, da un certo tempo in poi, anche della magistratura cagliaritana e palermitana.
Tale esercizio energico e senza freni della propria professione, condito dalla frequente redazione in prima persona di editoriali al curaro non senza qualità satiriche di rilievo, hanno fatto incorrere Liori in quello che può considerarsi, entro certi limiti, un ordinario <<incidente del mestiere>> per un giornalista, per un professionista che si trova a dover sguazzare nella libertà di manifestazione del pensiero stando sempre attento alle mille remore che all’effettività della stessa sono apposte: circa 110 querele per diffamazione a mezzo stampa, proposte da politici, colleghi giornalisti e magistrati.
Di seguito, ricorderemo le cause più significative, tuttavia dobbiamo subito puntualizzare che, nel caso Liori, se vi è una cosa di scandaloso, questa non è rappresentata dal numero delle querele, bensì dal trattamento giudiziario prevenuto e connotato da severità degna di miglior causa che l’autorità giudiziaria cagliaritana applica quando si deve giudicare Liori per il reato di diffamazione.
Laddove, generalmente, si tende ad applicare al giornalista condannato per diffamazione la sola pena pecuniaria, riservando la pena detentiva a casi gravissimi, nel caso di Antonangelo Liori la condanna è sempre e regolarmente alla reclusione, alla reclusione per svariati mesi di carcere e alla reclusione SENZA CONDIZIONALE, per giunta sull’assurdo presupposto per cui Liori, nell’esercizio delle funzioni di giornalista, potrebbe commettere nuovamente lo stesso reato; ciò senza il supporto di almeno una condanna definitiva!!!!
Non sono mancati ad Antonangelo Liori procedimenti penali per reati diversi dalla diffamazione a mezzo stampa: è il caso del procedimento per truffa aggravata in relazione ad una sua iniziativa imprenditoriale, la STARPLANT, intrapresa con Rosy Zuliani Sgaravatti [che ha patteggiato], ed è il caso di un procedimento addirittura per offese all’onore e al decoro del Presidente della Repubblica – all’epoca Oscar Luigi Scalfaro – promosso a seguito di un editoriale salato e pepato nei confronti dell’augusto uomo politico.
Ma il procedimento più assurdo è stato quello, di carattere disciplinare, intrapreso nei confronti di Liori dall’Ordine dei Giornalisti della Sardegna, con la formulazione di vari capi d’imputazione che, se per un verso suonano in contrasto al naturale diritto alla libertà di espressione del giornalista che detto organo dovrebbe tutelare – come quando si stigmatizzano le espressioni di Liori su Caselli e sulle forze dell’ordine – per altro verso appaiono strettamente funzionali a una difesa corporativa dei giornalisti di regime e degli organi – in particolare la FNSI e il CDR dell’UNIONE SARDA – che si sono fatti interpreti di questa ignobile linea.
Il procedimento è stato trasferito per incompatibilità all’Ordine di Palermo, che nell’agosto del 1999 ha decretato la radiazione di Liori: davvero una bella lezione di libertà viene data ai giornalisti!!!!
Il drastico provvedimento, al quale non appaiono certo estranee le consuete cointeressenze con la sfera politica – e in particolare col PDS, forza sicuramente maggioritaria anche tra i giornalisti sardi – è stato recentemente annullato dal Consiglio Naizonale dell’Ordine dei Giornalisti, per violazione del diritto alla difesa in danno di Liori.
Peraltro, Antonangelo Liori – e con lui, indirettamente, Nichi Grauso- è stato gratificato di un’iniziativa senza precedenti da parte del Consiglio Superiore della Magistratura, che nel luglio 1999, su esposto del Presidente del Tribunale dei Minorenni Grazia Corradini, ha votato una risoluzione di solidarietà ai magistrati cagliaritani in relazione agli attacchi loro rivolti dall’UNIONE SARDA e dal suo direttore; giustamente, ma invano, alcuni deputati di Alleanza Nazionale presentarono al riguardo un’interrogazione parlamentare, stigmatizzando l’interferenza sulla libera determinazione dei magistrati che dovevano giudicare Liori che il CSM in questo modo realizzava.
Ogni commento è superfluo!!!! In conclusione, elenchiamo i più significativi procedimenti penali per diffamazione nei confronti di Antonangelo Liori che sono già stati definiti, quanto meno in primo grado:
1. PROCEDIMENTO SU QUERELA DI FEDERICO PALOMBA, in relazione ad editoriale di Liori, critico nei confronti del presidente della Regione per l’avvalersi di una scorta composta da componenti il Corpo Forestale – Condanna in I grado a un anno e due mesi di reclusione.
2. PROCEDIMENTO SU QUERELA DI VITTORIO ALIQUO’, in qualità di direttore responsabile, in relazione alle affermazioni fatte nei confronti del magistrato palermitano da Nichi Grauso [<<assassini>>] come reazione al suicidio di Luigi Lombardini. Condanna in I grado a un anno e sette mesi di reclusione, confermata in appello.
3. PROCEDIMENTO SU QUERELA DI FRANCO MELIS, in qualità di direttore responsabile, per la titolatura apposta a un articolo dell’UNIONE SARDA in cui l’ex procuratore di Cagliari accusava il defunto Luigi Lombardini di gestire una sorta di polizza assicurativa antisequestri [<<Le bugie del procuratore Melis…>> e <<Ignoriamo se Melis faccia certe affermazioni per la grave malattia che l’ha colpito in passato o perché è semplicemente bugiardo>>]. Condanna in I grado a undici mesi di reclusione; da rilevare che il processo doveva svolgersi a Palermo, essendo Franco Melis un ex magistrato già in servizio a Cagliari.
4. PROCEDIMENTO SU QUERELA DEI DEPUTATI PDS ATTILI, CARBONI, DEDONI, per editoriale apparso sull’UNIONE SARDA, dal tono satirico, in cui si criticavano i suddetti deputati per un’interrogazione parlamentare critica nei confronti di Nichi Grauso circa il suo operato riguardo al sequestro Melis. Condanna in I grado a un anno e quattro mesi di reclusione; per la difesa di parte civile, si è scomodato a venire a Cagliari, quale avvocato, l’on. Luigi Saraceni, ex magistrato di Magistratura Democratica e padre con l’on. Simeone dell’omonima legge [SIMEONE-SARACENI].
| Pagina salvata in remoto su web.archive.org |