Pietro Paolo MELIS

Giovane allevatore di Mamoiada, immune da precedenti penali, viene tirato dentro il processo per il sequestro Licheri praticamente per la sola sua conoscenza di Giovanni Gaddone, in forza di intercettazioni telefoniche dai significato equivoco e di dubbie attestazioni da parte del capo della Criminalpol, Antonello Pagliei.
La sua condanna a trent’anni di reclusione per il sequestro Licheri ha provocato lo sdegno dell’intera comunità mamoiadina; anche su Melis, come su Gaddone, il convincimento di Luigi Lombardini è che fosse innocente.