Da un nostro fedele visitatore, parente di Luigi Lombardini, riceviamo e pubblichiamo un breve componimento in versi dedicato al grande magistrato a cui questo sito è, con orgoglio, dedicato
Luigi Lombardini
(Cagliari 7 dicembre 1935 + Cagliari 11 agosto 1998)
Uomini
Da lontano venuti
Hanno armato il mio pugno
Per l’ultimo oltraggio
Nella sera più fredda
Della mia vita tutta.
In altre mani era l’arma
In altri il sospetto
Che a morte mi colpì.
Su gli occhi miei sicuri
Era apparsa
Della paura oscura
L’ultima traccia.
L’oscuro male sardo
Di odi fatto di violenze e sangue
Dopo tante stragi
Ha finito anche me.
Che vale
Cercare di capire
Indagare per fare
Giustizia?
Verità e Giustizia
Uguali per tutti
Non sono.
Qui ancora aspetto
Che l’interrogatorio sospeso
Venga ripreso
Perché Giustizia voglio.
E Verità
Breve, ma molto intenso, non siamo critici letterari, e magari non saremo dinanzi a Giacomo Leopardi, ma la poesia rende perfettamente l’idea di quelli che erano le conoscenze e lo stato d’animo di Luigi Lombardini prima di presentarsi a quell’ultimo interrogatorio davanti a Caselli e compagni: perché noi sappiamo per certo che Luigi voleva DIRE TUTTO QUEL CHE SAPEVA, e che le sue verità ANDAVANO BEN AL DI LA’ DELLE STUPIDE ACCUSE RIVOLTEGLI, una goccia del mare rispetto a quel ben altro che lui sapeva su tante nefandezze perpetrate in Sardegna da magistrati, politici, giornalisti collusi.
A proposito di politici, chi ce l’aveva a morte con Lombardini negli ambienti politici era soprattutto Andrea Raggio, e volete sapere perché? Lombardini aveva chiesto personalmente l’archiviazione di un procedimento penale che era stato aperto su iniziativa di un prossimo congiunto dell’onorevole, anche lui consigliere di amministrazione della Fondazione Luca Raggio, che esigeva dalla Cooperativa Cento, presieduta dall’ex consigliere comunale PCI Antonio Sardu, praticamente una casa gratis nel complesso edilizio di San Bartolomeo, ricevendo un diniego perché Sardu, nonostante i legami politici che allora esistevano tra lui e Raggio, volle agire rispettando la legge, dato che le cooperative edilizie sono lautamente sostenute da contributi regionali.
Lombardini non archiviò per partito preso, ma dopo aver fatto fare dettagliati accertamenti dalla Guardia di Finanza, che appurò che la denuncia del congiunto di Raggio era una bolla di sapone; sennonché poco dopo (si era nei primi mesi del 1997), giunse a Emanuele Sanna una “riservata” di Raggio che si lagnava della condotta “irriguardosa” di Sardu, e partì un’altra inchiesta … ma del prosieguo ve ne parleremo in altra occasione.
P.S.: Legittimo interrogativo su un altro membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Luca Raggio, tale Paolo Pilia; dato che ci sono due avvocati che portano questo nome, non è che si tratta, tra i due, dell’avvocato, nonché fidanzato (qualche tempo fa, non sappiamo oggi) di Silvia Melis???????????
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