Paolo De Angelis, giovane rampante della Procura cagliaritana, agli inizi degli anni ’90 si trovò, inizialmente assieme a Mauro Mura, poi da solo, ad occuparsi in via praticamente esclusiva dei reati contro la Pubblica Amministrazione, in un periodo, coincidente con lo scoppo di <<Tangentopoli>> a Milano, che era quanto mai propizio per svelare piccole e grandi disonestà di politici, imprenditori e amministratori pubblici.
Tuttavia, evidentemente De Angelis, sebbene aderente a Magistratura Indipendente, pur essendo notoriamente un magistrato preparato e scrupoloso, risultava un po’ daltonico quanto a vedere le tangenti di qualsiasi colore, le tangenti rosse; ciò in singolare coincidenza con la presenza del fratello nello studio dell’avvocato Michele Schirò, legale di punta del PCI/PCS, nonché delle numerose amicizie in casa comunista.
Per quanto riguarda le cooperative rosse, le uniche inchieste di un qualche rilievo furono intraprese nella zona di Carbonia, e l’unico esponente di spicco del PCI/PDS incriminato e arrestato fu Ugo Piano, ex sindaco di Carbonia, a quanto pare vittima di una faida interna al suo stesso partito. Erano state avviate numerose altre inchieste, tra l’altro, contro l’attuale sindaco di Carbonia Antonangelo Casula – difeso da Michele Schirò – e contro Giovannino Cossu, presidente di una nota cooperativa; tuttavia dette inchieste o furono archiviate, o furono, con un’artata lentezza delle indagini, pilotate verso i comodi lidi della prescrizione.
Il processo per le tangenti a Carbonia, di fatto, finì per celebrarsi con soli imputati socialisti, quali l’ex senatore e sindaco di Iglesias Paolo Fogu – peraltro recentemente prosciolto da ogni addebito dal Tribunale di Cagliari – e l’ex assessore comunale di Carbonia Tore Figus.
La totale inerzia investigativa, nonostante non mancassero le denunce, vi fu poi riguardo agli illeciti attribuibili alle cooperative rosse di Cagliari e hinterland, piuttosto potenti e danarose, vere e proprie casseforti del PDS, al quale non mancavano e non mancano di elargire generose contribuzioni spennando i soci; in particolare, fu archiviata una denuncia a carico di Marco Lallai, ex presidente e tuttora dirigente di spicco della cooperativa <<Rinascita>> – insediamenti edilizi a Mulinu Becciu, San Michele, Pirri e San Bartolomeo – il quale fece ottenere alla sorella Luisa Lallai, amica personale di De Angelis, un posto di funzionario comunale consentendo in cambio, illegalmente, all’assessore socialista al personale del Comune di Cagliari, Ottavio Mulas – oggi confluito nello SDI – di ottenere una casa dalla cooperativa <<Rinascita>>, pur avendone già una in altro insediamento [la legge vieta di avere più di una casa in regime di edilizia agevolata nello stesso Comune].
Fecero eccezione, a partire dal 1996, i procedimenti penali aperti nei confronti della cooperativa <<Cento>>, diretta da Tonio Sardu, a lungo consigliere comunale del PCI a Cagliari.
Una prima inchiesta fu aperta in relazione a irregolarità di carattere ambientale – scarichi fognari, etc. – dell’insediamento <<Le case del sole>> di Capoterra; secondo le accuse dell’attuale presidente della cooperativa, Valentino Rocchi, De Angelis decise di aprire questa inchiesta dopo una cena avutasi al ristorante <<Il Molo>> di Cagliari, presenti esponenti della Massoneria.
Una seconda inchiesta, tuttora aperta, pende nei confronti della cooperativa <<Cento>> per pretese irregolarità fiscali, ed è stata aperta da De Angelis sulla base dell’acquisizione di una lettera riservata di Andrea Raggio a Emanuele Sanna, misteriosamente finita nelle carte della Procura; invero, in questo caso, successe che la cooperativa <<Cento>> respinse le illegittime pretese di Giuseppina Raggio, sorella dell’ex parlamentare europeo, di ottenere una casa praticamente gratis, e Andrea Raggio fece vigorose rimostranze.
A seguito di questa inchiesta, che è tuttora pendente, Tonio Sardu e l’intera dirigenza della cooperativa <<Cento>> abbandonarono il PDS per aderire al nuovo PDCI di Cossutta e Diliberto.
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