17 01 2003 - OMICIDI DI OLIENA E SEQUESTRO MELIS: C’E’ UN LEGAME?

Sta diventando preoccupante in Barbagia, dove vuoi per l’omertà vuoi per l’incapacità degli investigatori non si riesce mai a beccare gli autori di un solo omicidio, l’escalation di delitti e di truculente minacce che sta interessando Oliena, paesone considerato tradizionalmente “ricco” e che ha sempre guardato dall’alto in basso gli orgolesi, ritenuti “poveri” e banditi, ma dove, oltre alle vittime dei sequestri di persona, in realtà non è mai mancata neppure la manovalanza degli stessi.
gossips che rimbalzano tra i cronisti di giudiziaria, evidentemente provenienti da ambienti investigativi, pongono lo scatenarsi di violenza che si sta verificando, che non sarebbe una disamistade propriamente detta, con gli esiti di un sequestro di persona, variabilmente in relazione ad asserite ritorsioni di alcuni banditi contro un custode che si sarebbe lasciato scappare l’ostaggio, forse di un sequestro mai pubblicizzato, ovvero in relazione alla vendetta dei familiari di un sequestrato che non fece mai ritorno a casa.

Anche noi abbiamo raccolto delle voci, per cui questi fatti sono da porsi in relazione a un sequestro di persona, e va segnalato che non va scartata l’ipotesi che si tratti proprio del sequestro principe degli ultimi anni, e speriamo proprio l’ultimo in assoluto, ossia quello di Silvia Melis; infatti, dopo la sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello di Cagliari, che ha travolto cinque anni di indagini inconcludenti e forse depistanti, è risultata evidente l’inconsistenza della pretesa pista orgolese, fondata più sull’esigenza di cucire addosso a persone come Pasqualino Rubanu l’abito del colpevole che su risultante degne della minima considerazione, e vengono all’attenzione altre voci, secondo cui un latitante proprio di Oliena avrebbe fatto parte della pattuglia dei custodi di Silvia Melis nella parte finale del sequestro, e altresì Silvia potrebbe essere stata custodita in territorio di Oliena, non esclusa quell’impervia valle di Lanaittu dove già fu custodito Ferruccio Checchi, che per puro miracolo fu trovato dai Carabinieri dopo la fuga dei suoi carcerieri.
Solo illazioni? Forse. Ma se gli inquirenti non si decideranno a considerare il possibile ruolo di persone che, benché segnalate, sono rimaste incomprensibilmente escluse dalle indagini, non potranno neppure mai appurare se si tratti di chiacchiere o di ipotesi attendibili. Il dottor Piana dovrebbe finalmente considerare, se intende salvare il salvabile, la necessità di sostituire Mura e Ganassi, che hanno completamente fallito, magari anche col dottor De Angelis, che la sua esperienza ce l’ha e che, non avendo nessun ruolo nelle fallimentari indagini svolte finora, potrebbe anche farci un lavoro migliore.