24 02 2003 - NON LEGGETE PIU’ L’UNIONE E LA NUOVA!!!

I quotidiani sardi fanno veramente schifo!!!
Nonostante l’indubitabile rilevanza della notizia che diamo anche nella finestra “pop up” che si apre visualizzando questa pagina principale del nostro sito, che è stata regolarmente data dall’informazione regionale della RAI (TG3 regionale, Gazzettino Sardo) e veicolata dalla sede ADNKRONOS di Palermo fin dalle 22:33 di sabato, loro hanno taciuto domenica, e ciò sarebbe anche comprensibile perché a tutti può capitare un “buco” (anche se è molto strano che poi capiti a Casu e a Liuzzi insieme), e tacciono pervicacemente anche oggi, lunedì 24 febbraio.
Grazie a Dio, la RAI per una volta si è comportata da vero servizio pubblico, e sinceramente ci chiediamo se ciò sarebbe avvenuto sotto la gestione ulivista di Zaccaria, ma i quotidiani sardi continuano ad adempiere agli ordini di scuderia che, con tutta evidenza, vengono da piazza Repubblica e da via Emilia (sede dei DS sardi, n.d.r.): censura, censura, censura!!!

Ma tutto ciò ci pare dimostrazione di una gigantesca coda di paglia da parte di Casu, di Liuzzi e delle schiere di redattori a loro disposizione, dato che verba volant, scripta manent, pazienza se la RAI da la notizia tanto non è detto che tutti si mettano in ascolto in tempo per il notiziario, ma la notizia non deve essere lasciata per iscritto in quei quotidiani che un po’ tutti leggono, quanto meno consultandoli distrattamente al bar; ciò per un motivo molto semplice, ossia che tutti sanno, dalle denunce di Grauso e da quelle post mortem di Lombardini, chi aveva interesse a sollevare polveroni e fare depistaggi sul caso Melis, e che nella coscienza dell’opinione pubblica sarebbe ben facile identificare dei colpevoli, quanto meno come mandanti, dato che certi signori, a scalare balconi o a forzare porte blindate per penetrare negli uffici di Grauso, proprio non ce li vediamo.
E’ l’ennesima pagina di un giornalismo vergognoso che tradisce le esigenze di verità e giustizia dei sardi, dove i giornalisti, piuttosto che riferire le notizie di rilievo, preferiscono appattarsi con la Procura e la Questura e far uscire fuori solo le notizie che procurino a costoro elogi, encomi solenni, progressioni di carriera, dove entrambi i quotidiani sardi, L’UNIONE SARDA retta da un direttore travicello, Roberto Casu, ed edita da uno Zuncheddu che medita la definitiva alleanza coi DS all’ombra delle Cooperative rosse graziate dalla Procura, e LA NUOVA SARDEGNA, il cui eterno direttore Livio Liuzzi non sa più cosa inventarsi per conservare il posto, formano in realtà parte integrante di un blocco di potere che ingloba certa magistratura, certi settori delle forze dell’ordine, certa imprenditoria poco pulita, certi politicanti disinvolti di sinistra, ma anche di destra. Lo stesso blocco di potere che vedeva Grauso come fumo negli occhi, che non vedeva l’ora di liberarsene e che ora trema all’idea che egli possa trasformarsi, grazie anche a una procura di Palermo che ne ha decisamente abbastanza di raccontare bugie per difendere gente indifendibile, da accusato in accusatore.
Continuiamo così, lasciamo che i sardi debbano acquistare i quotidiani del “continente” per leggere la verità su certe scabrose vicende della loro terra, come il caso Santona, su cui la mitica Maria Francesca Chiappe, altra amicona di questurini e di magistrati, ha ritenuto di osservare la più rigida censura, forse pensando che quanto scritto dal collega Gian Marco Chiocci de IL GIORNALE bastasse e avanzasse, o come il problema delle incompatibilità dei magistrati, su cui non si è scritto un rigo, lasciando che fosse LA PADANIA a soffermarsi sul tema per un’intera settimana, salvo però riportare con enfasi la excusatio non petita della compagna Pilato all’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Sardi, che dobbiamo dirvi? Non comprateli più questi giornali! Finitela di dare da mangiare coi vostri 90 centesimi quotidiani a un’accozzaglia di mangiapane a tradimento, venduti per convenienza o per pavidità a dei padroni censori! Sarà difficile, così, sapere chi è morto il giorno prima? Beh, allora torniamo anche a Cagliari alla consuetudine dei necrologi murali, che ne dite?