17 05 2004 - NON CI FERMEREMO!!!

In questi ultimi giorni, proprio in coincidenza con le nostre argomentazioni varie sulla vicenda Volpe 132 e sulla riapertura dell’inchiesta decisa al riguardo dal GUP cagliaritano Giovanni Lavena, si sta verificando un fatto strano: il nostro sito risulta spesso offline, sebbene presso il server non risulti invece alcun inconveniente tecnico.
Si sono nuovamente scatenati i pirati informatici? Ci era già accaduto circa un anno e mezzo fa, quando avevamo rivelato di possedere una registrazione che smentiva le affermazioni di un teste, tutte favorevoli al dottor Piana, nel procedimento della Procura di Palermo sulla vicenda UNIONE SARDA e avevamo riscontrato diversi tentativi di accesso clandestino al server da parte di indesiderati ospiti, tra l’altro addirittura con l’uso di un’utenza internet ubicata negli Stati Uniti.

Stiano tranquilli quelli che si affannano a fare le perquisizioni telematiche, se disponiamo o meno di documenti riservati sulla vicenda Volpe 132 o su altre vicende non lo verremo certo a dire qui, ma se la risposta è positiva state pur certi che conosciamo il duro mestiere di webmaster e sappiamo bene come porli al riparo da occhi indiscreti, quelli che, oltre a rompere le scatole via internet, si dilettano ogni tanto ad effettuare perquisizioni domiciliari non autorizzate, risultando sempre così maldestri da lasciare l’inequivocabile segnale di essere stati lì, anche quando apparentemente non manca niente.
Non saranno certo questi mezzucci a metà tra l’aspirante Diabolik e l’intimidatore, né iniziative di altro genere, a fermarci nel dovere di verità di fornire, nel nostro piccolo, ogni possibile contributo affinché si faccia definitivamente luce e chiarezza, oltre che su tante altre vicende oscure, sulla “Ustica sarda”, anche perché quel legame tra la vicenda in questione, quella di Volpe 132, e i documenti riservatissimi che, a quanto pare, Luigi Lombardini aveva riposto in un luogo che solo lui e ben pochi altri conoscevano e avrebbe potuto utilizzare nel suo interrogatorio davanti a Caselli per chiarire certe cose, ci inquieta alquanto.
In particolare, i sardi e i cagliaritani soprattutto hanno diritto di sapere la verità su queste vicende, e state ben tranquilli che non ci fermerete, non ci lasceremo intimidire, e comunque, qualunque cosa possa accadere nei prossimi giorni o in un futuro più remoto, si capirà subito chi ha la coda di paglia e chi si sarà dato la zappa sui piedi.