Moglie del notaio Giuliani di Olbia, ricco e conosciutissimo professionista aderente alla Massoneria e amico dell’avvocato Antonio Piras, viene sequestrata nel 1993 e liberata dietro versamento di un riscatto pari a un miliardo di lire.
Le modalità di svolgimento delle indagini hanno suscitato polemiche, poiché il sostituto titolare, Mario Marchetti, pare fosse al corrente dell’attività parallela di Luigi Lombardini per <<comprare>> un bandito che doveva sganciarsi dalla banda o comunque per raccattare parte dei soldi del riscatto attraverso una colletta; su questa questione, penderebbe azione disciplinare presso la Procura Generale della Cassazione.
Da rilevarsi che nel corso di una perquisizione a carico di Piero Piras, carismatico ex bandito arzanese e confidente storico di Lombardini, furono rinvenute due banconote provenienti dal riscatto del sequestro Furlanetto.
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