03 05 2004 - MAURO PILI VISCONTE DIMEZZATO

Per come conosciamo Mauro Pili, siamo sicuri che non ha voluto essere ricandidato alla guida della Regione solo per bramosia di potere, bensì perché ritiene ancora di essere titolare di una investitura a leader datagli direttamente dai sardi, che certi giochetti della partitocrazia non gli hanno consentito di mettere a frutto appieno.
Caro Mauro, ti stimiamo, non è la prima volta che lo diciamo, e siamo sicuri della tua buona fede, ma ti rendi conto però in che razza di combriccola ti sei andato a imbarcare nuovamente? Partitocrazia pura, si sono già spartiti tutti gli enti vendendo la pelle dell’orso prima di averlo ucciso, hanno tradito la lezione di Berlusconi, degli uomini che vengono dalla professione e si “prestano” alla politica, per diventare gioiosamente politici di professione, né più né meno di un Emanuele Sanna che un ospedale, come medico, l’avrà visto l’ultima volta 25 anni fa.

Per l’evoluzione che ha preso, la destra sarda da ben poche garanzie, nonostante una persona come te in cui si potrebbe riporre fiducia; Grauso dixit che, eccetto te, la destra sarda è “merda secca”, magari la situazione non sarà così drastica, ma è certo che le differenze tra gli schieramenti si sono azzerate.
Renato Soru, ben sapendo cosa doveva affrontare, ha preso il toro per le corna e ha tagliato le unghie alle oligarchie diessine e della Margherita, con la provvidenziale benedizione di Fassino e Rutelli, che forse non vedevano l’ora di liberarsene anche loro; e dobbiamo andare dove va il rinnovamento.
Il centrodestra, spiace constatarlo, continua ad essere eterodiretto da un dipendente di Berlusconi, tale Romano Comincioli, e ad essere affollato da gente che non ha rispettato neppure una delle promesse elettorali fatte, riuscendo solo a paralizzare il Consiglio regionale, e non sempre per via dell’ostruzionismo di un’opposizione groggy per gran parte della legislatura tra un Gian Mario Selis che decadeva mestamente dal ruolo di leader e un Emanuele Sanna che voleva ancora comandare non capendo che la sua fine era già stata decretata dal popolo.
E poi questi, sulla giustizia, hanno fatto alla maniera del “passata la festa, gabbato lo santo”, passata la morte di Lombardini si sono messi a flirtare e a leccare il culo ai magistrati, e tu Mauro non dovresti tollerarlo, dato che sai bene che trattamento hanno riservato a tuo padre.
Ti voteremmo volentieri, ma se votarti, di fatto, significa avallare la linea seguita da un Massidda qualsiasi, ci dispiace, vorrei ma non posso: avanti Soru!