Mauro MURA

Sessantenne, originario di Isili, in gioventù estremista di sinistra, quindi assiduo frequentatore delle sezioni del PCI, Mauro Mura esordisce in magistratura svolgendo per lunghi anni funzioni di giudice fallimentare; viene poi, a metà anni ’80, trasferito all’ufficio istruzione del Tribunale di Cagliari e quindi, con lo scioglimento di detto ufficio, alla Procura della Repubblica
Con la costituzione della Direzione Distrettuale Antimafia, Mauro Mura diverrà PM preposto alla trattazione di pressoché tutti i procedimenti relativi a sequestri di persona; rifiutandosi di collaborare con Luigi Lombardini, e con gli investigatori che avevano collaborato con lui, darà luogo a una gestione delle indagini piuttosto scadente, puntando tutto solo su alcuni inquirenti – quali Antonello Pagliei -, quasi mai riuscendo a scoprire la verità circa gli autori dei sequestri, spesso giungendo al punto di incriminare per sequestro di persona individui che apparivano manifestamente avendo un ruolo di emissari, giungendosi a incriminazioni naufragate in giudizio (quelle di Nicolò <<Cioccolato>> Cossu, Tonino Crissantu e Michelangelo Moni nel sequestro Vinci), o a condanne assai discusse (quelle di Nicola Dettori e Nicolò Liberato Succu, sempre nel processo per il sequestro Vinci, e soprattutto quelle di Giovanni Gaddone e Pietro Paolo Melis per il sequestro Licheri).

Recentemente, Mauro Mura è stato nominato procuratore aggiunto presso la Procura di Cagliari, nonostante l’opposizione del relatore della Terza Commissione del CSM, Claudio Viazzi – pure, di Magistratura Democratica come Mura – che spingeva per la nomina di Maria Rosaria Marinelli; pare che la fallita manovra sia stata ispirata dall’ex Ministro della Giustizia Oliviero Diliberto, al quale il consigliere Viazzi è politicamente vicino, forse per non meglio precisati motivi di sgradimento da parte dell’ex Ministro dell’attuale gestione della Procura della Città del Sole.
Nondimeno, Mura non ha potuto fare a meno di subire la più cocente sconfitta della sua carriera, che potrebbe avervi di fatto posto fine rendendo attuali possibili strascichi di altro genere, con la pronuncia da parte della Corte d’Appello di Cagliari, il 20 dicembre 2002, della sentenza di assoluzione dei quattro imputati del sequestro di Silvia Melis (Grazia Marine, Antonio Maria Marini, Pasqualino Rubanu e Andrea Nieddu), sotterrati per anni in un carcere.