Cinquantacinquenne, originario di Bonorva ma da sempre residente a Cagliari, Mario Marchetti inizia la propria carriera come funzionario presso la DIGOS della Questura di Cagliari, servizio probabilmente condiviso, almeno per alcuni anni, con l’appartenenza al SISDE.
Nei primi anni ’80 supera il concorso in magistratura e, dopo l’apprendistato presso la Pretura di Serramanna, viene nominato nell’Ufficio Istruzione di Cagliari, diretto da Luigi Lombardini, del quale all’origine è amico, militando nella corrente di Magistratura Indipendente.
Dopo alcuni anni di anonimato, la sua notorietà esplode prorompentemente con l’operazione antidroga relativa alla cosidetta <<banda di Is Mirrionis>>, condotta in attiva collaborazione col vicecapo della squadra mobile Maria Rosaria Maiorino, che porterà all’arresto e alla condanna a svariati anni di carcere di decine di trafficanti di droga di estrema pericolosità, in conflitto tra loro a suon di attentati.
Da allora, Marchetti si occupa prevalentemente di droga, inaugurando una gestione dei pentiti che è sovente duramente contestata da parte degli imputati e dei loro difensori, essendovi un certo numero di collaboratori di giustizia gestiti incontrollatamente dal PM e manovrati processualmente da due o tre avvocati, sicché non può ritenersi manifestamente infondato il sospetto che le dichiarazioni processuali possano, in certa misura, essere manovrate.
Marchetti si occupa, saltuariamente, anche di sequestri, ma con esiti assai meno felici; se in occasione del sequestro Furlanetto non riesce a chiarire se abbia autorizzato o meno l’intromissione di Luigi Lombardini nelle indagini, in occasione del sequestro Licheri lo scadente coordinamento tra il suo operato e quello di Mauro Mura determinò un gravissimo errore di strategia [Mura arrestò gli emissari del sequestro Vinci, che erano poi gli stessi del sequestro Licheri] che indusse i banditi a eliminare la Licheri.
Come Paolo De Angelis, anche Mario Marchetti a partire dal 1994 si distacca da Luigi Lombardini, forse a causa degli strascichi del caso Furlanetto: rimane segretario cagliaritano di Magistratura Indipendente, ma nel 1997 si dimette clamorosamente dalla corrente per <<disaccordo ideologico>> con alcuni colleghi, laddove è facile intuire il nome di Lombardini.
Uno dei memoriali postumi di Luigi Lombardini lo accusa, con dovizia di dettagli, di aver tenuto, a Sassari, corsi di preparazione per il concorso di uditore giudiziario fiscalmente irregolari e senza autorizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura.
Vanta numerose e influenti amicizie politiche, dal capo dell’opposizione in Consiglio Regionale Gian Mario Selis [PPI] all’ex responsabile giustizia del PCI Francesco Macis, all’ex sottosegretario al lavoro del governo Craxi Giorgio Carta [ex PSDI, attualmente nello SDI].
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