Nativo di Arzana, ma residente a Dolianova con la famiglia, ha da non molto finito di scontare 18 anni di reclusione per concorso nel sequestro dell’imprenditore romano Giulio De Angelis, a cui prese parte anche Matteo Boe.
Detenuto per lunghi anni nel carcere di massima sicurezza di Carinola, in Campania, esattamente un mese prima della liberazione di Silvia Melis è stato trasferito nel carcere cagliaritano di Buoncammino; secondo quanto narrato da Luigi Lombardini in un suo memoriale postumo, pubblicato sul quotidiano IL GIORNALE, avrebbe funto da mediatore, per conto dello Stato, nella risoluzione dei sequestri di Silvia Melis e di Giuseppe Soffiantini, con la collaborazione della moglie Nina Nieddu e dei figli Pier Giuseppe ed Enrico.>
Sottoposto ad accertamenti patrimoniali su iniziativa della sezione anticrimine della Questura di Cagliari, diretta all’epoca da Maria Rosaria Maiorino, Mario Fortunato Piras, unitamente al figlio Pier Giuseppe, è stato sottoposto dal Tribunale di Cagliari alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, e gli sono stati sequestrati beni, di dubbia provenienza, per un valore di circa quattro miliardi.
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