Oggi quasi cinquantenne, originaria di Barisardo, bellezza da attrice e tempra non comune, Maria Ausilia Piroddi ha sempre lavorato nella CGIL ed è stata per anni segretaria della Camera del Lavoro di Tortolì, fin quando l’articolazione ogliastrina del sindacato non è stata disciolta a causa delle turbolente polemiche interne, sfociate in un attentato contro la Piroddi e anche in un omicidio [quello del sindacalista Franco Pintus].
Uscita dalla CGIL, Maria Ausilia Piroddi ha fondato un’impresa di pulizie col socio Adriano Pischedda, e si è avvicinata politicamente a Forza Italia, candidandosi due volte, senza successo, alla guida del Comune di Barisardo.
Alla fine del 1998, viene arrestata, unitamente a Pischedda e ad altre persone, con l’accusa di essere la mandante dei numerosi attentati avvenuti a Barisardo contro amministratori comunali, e anche dell’omicidio del sindacalista Pintus; nel 1999 il PM della Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari, Mario Marchetti, formula nei suoi confronti l’accusa di associazione a delinquere di tipo mafioso.
Il processo di primo grado, durato quasi due anni con molte ombre relative alla regolarità delle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche (in base alle quali si è tra l’altro preteso di provare un’asserita relazione sentimentale tra la Piroddi e Adriano Pischedda) e alle testimonianze di alcuni pentiti, si è clamorosamente concluso il 21 dicembre 2001, con una sentenza che, se ha condannato nove imputati, tra cui Adriano Pischedda, a pene prossime tra gli otto e i dieci anni per gli attentati, ha clamorosamente prosciolto Maria Ausilia Piroddi dalle accuse di mafia; ciò dopo che è stato allestito un processo-baraccone con dispendio di tempo e di denaro dello Stato, con modalità che dovrebbero far riflettere.
Nondimeno, provvisoriamente Maria Ausilia Piroddi ha riportato condanna per quanto concerne un processo connesso a questo, quello per gli omicidi dei sindacalisti Franco Pintus e Sandro Demurtas, che, sempre celebratosi a Lanusei, è stato tenuto non davanti al collegio penale del Tribunale di Nuoro, noto per severità ma anche per distacco, bensì davanti al collegio della Corte d’Assise di Cagliari, il cui presidente Alessandro Lener, per quanto bravo magistrato sicuramente equilibrato, “vanta” legami di colleganza non rassicuranti con Mario Marchetti, il PM che ha sostenuto insieme all’ex procuratore di Lanusei Fabrizio Tragnone il processo con cui si voleva equiparare Barisardo a una Corleone d’Ogliastra; tuttavia ha riportato condanna all’ergastolo, confermata anche in appello, per gli omicidi di Franco Pintus e Sandro Demurtas, maturati nel diverso contesto della faida interna alla CGIL ogliastrina.
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