Era gennaio 2001 quando si affacciava sul web, timidamente, quasi invisibile e realizzato molto artigianalmente, un sito internet che, nella pochezza del panorama informativo cagliaritano estesasi anche a internet, divulgava discorsi un po’ controcorrente, cercando di raccontare, senza pretese di avere la verità in tasca, ma quanto meno da una prospettiva più obiettiva, la vera storia del terribile triennio 1996-1999 che scombussolò lo stato della giustizia a Cagliari, determinando la morte del più grande magistrato che questa terra abbia mai espresso, Luigi Lombardini, l’emarginazione, il trasferimento e il pensionamento di tanti altri magistrati, la criminalizzazione e l’espropriazione di un imprenditore del calibro di Nichi Grauso, la diffamazione gratuita, anche per via giudiziaria, di persone di grande valore come Antonio Piras; senza contare, ovviamente, gli errori giudiziari correnti a carico di persone comuni che si chiamano Giovanni Gaddone o Walter Camba, dei quali non parla praticamente nessuno.
Eravamo partiti, noi, quei quattro gatti che formano lo staff di MALA IUSTITIA CARALITANA, praticamente nel deserto, non sperando che questi discorsi interessassero ancora molta gente, dato che, a parte la pesante cappa di censura calata dall’informazione tradizionale, soprattutto da L’UNIONE SARDA da quando è stata strappata manu militari a Nicola Grauso dai giudici Gian Giacomo Pisotti, Vincenzo Amato e Ignazio Tamponi, segnatevi questi nomi, essi potevano apparire inattuali alla luce dei criteri adottati dalla maggior parte dei media nel fare informazione.
E invece no, è stato constatato che questi temi, soprattutto la vicenda Lombardini ma non solo, interessavano ancora e interessano ancora parecchio alla gente, e così, via via, pur mantenendo ferma l’impostazione prettamente artigianale del sito, abbiamo aggiunto nuovi servizi, in particolare il servizio delle notizie ULTIMORA (oggi sostituito da un più agile servizio NEWS formato blog), con cui abbiamo fornito ai nostri visitatori tante notizie di prima mano di non larga divulgazione se non del tutto inedito, agli EDITORIALI, i “discorsetti” pubblicati nella nostra prima pagina che noi cancellavamo man mano, ma che voi visitatori ci avete indotto ad archiviare.
Se dovessimo tracciare un bilancio di questi tre anni di esperienza, non potremmo che essere soddisfatti: oggi MALA IUSTITIA CARALITANA, avendo subito peraltro un completo restyling che lo fa apparire un po’ meno artigianale e un po’ più professionale, soprattutto più interattivo, è collocato ai più alti livelli di score nei più importanti motori di ricerca, quali Google e Alta Vista o, in Italia, Arianna e Virgilio, è molto frequentato da gente di ogni tipo tra cui avvocati, magistrati, personale delle forze dell’ordine, docenti universitari, parlamentari e forse anche esponenti dei … nostri amici dei servizi segreti, è considerato da autorevoli media nazionali come TGCOM e LA PADANIA quale una fonte di informazione seria ed affidabile.
Ovviamente, per L’UNIONE SARDA noi non esistiamo, ma questo è un altro discorso, e ciò accade per motivi ben intuibili, considerato che su chi stia dietro questo sito ne hanno dette di tutti i colori, evocando, di volta in volta, Nichi Grauso (come se non potesse predisporre un sito dal look molto più professionale di questo), qualche magistrato cagliaritano incazzato coi suoi colleghi, la Massoneria, naturalmente quella deviata che stava dietro alla “rete parallela” di Luigi Lombardini, e, non potevano mancare, i servizi segreti, i nostri amiconi del SISDE che ci forniscono tutte le notizie che pubblichiamo.
Tutte fesserie, ovviamente. Se chi non ci ama si comporta in questo modo è perché la nostra povera forza, la forza del cercare di dire la verità (o almeno un’altra verità) ci è data dalla nostra assoluta indipendenza, dal non essere legati ad alcun gruppo di potere, dal non far nulla per denaro (anzi, ci rimettiamo) senza piazzare neppure un banner pubblicitario.
Questo abbiamo fatto in questi tre anni, e questo continueremo a fare. MALA IUSTITIA CARALITANA non è prova tecnica per nuovi quotidiani, ci accontentiamo di quel che siamo, ma abbiamo un’ambizione, che in larga misura si è già avverata: quello di poter far nostro il proverbio NESSUNO E’ PROFETA IN PARTE, nel senso che si dimostri, in ordine a tutte le posizioni che abbiamo preso sui temi della giustizia a Cagliari, che quel che dicevamo, che diciamo, è tutto vero, e che la situazione cambi in conseguenza. Non c’importerà niente di essere rimasti a lungo grandemente inascoltati, sarà comunque una gran gioia dire a qualcuno “VE L’AVEVAMO DETTO” quando il colosso dai piedi d’argilla, finalmente, sarà disceso dall’altare nella polvere.
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