04 05 2004 - MAGISTRATURA DEMOCRATICA IN MEZZO AL GUADO

Giornata campale oggi, tra impegni vari e consueti crash dei bellissimi sistemi operativi Microsoft, 24 ore buone senza aggiornare il blog.
Constatiamo intanto, con piacevole sorpresa, che Magistratura Democratica, a livello nazionale, continua a muoversi sul solco di un approccio ai problemi della giurisdizione e dell’ordinamento giudiziario meno corporativo e maggiormente attento ai problemi reali, come quello della incompatibilità parentale e di una seria distinzione tra funzioni; insomma, la corrente di sinistra della magistratura associata in questo momento è la più intelligente, ha capito che le critiche (spesso legittime) alle riforme perseguite dal centrodestra vanno abbinate ad un approccio sanamente critico anche verso le debolezze della magistratura, ciò che la rende credibile, e incredibilmente MD si fa soverchiare quanto a estremismo da esponenti di Unicost quali Carlo Fucci, sconfessato da Edmondo Bruti Liberati, presidente nazionale, di MD, dell’Associazione Nazionale Magistrati.

Quando ci sono meriti a sinistra, noi siamo i primi a riconoscerli, e diciamo pure che così si risponde ad attività becere che certo non sono mancate a destra, come il tentativo di asserire una qualche contiguità con ambienti paraterroristici del consigliere del CSM Giovanni Salvi; per noi, i magistrati vanno criticati se si legano a impropri circuiti affaristici e partitici, non per le loro idee, per amicizie magari remote sulle quali a tutti noi potrebbe essere rintracciata qualche pecca.
Continua tuttsvia a farci dispiacere che a Cagliari la linea di MD non sia certo la stessa: la corrente, in crisi di crescita per l’adesione di elementi i cui ideali sociopolitici non sono esattamente conformi a quelli della sinistra estrema o moderata (quanto piuttosto a quelli mussoliniani o comunque di una destra illiberale che non ci piace affatto), si è contraddistinta per il più becero corporativismo nell’eludere il problema delle incompatibilità, nel patrocinare soluzioni di dubbio gusto come la creazione di atecniche sezioni civili specializzate, nel rivendicare velatamente e talora apertamente una politicizzazione fatta non della legittima persecuzione di ideali (ad esempio quelli della pace e della fratellanza con tutti i popoli, sui quali non possiamo che trovarci d’accordo), ma dell’improprio sodalizio con esponenti politici il cui agire è affaristico e lobbistico, talora formalizzato con tanto di adesioni imbarazzanti come quella di Carlo Piana (che tra l’altro non è di MD, ma di Unicost, ma deve a MD la sua carica) alla Fondazione Luca Raggio, zeppa di dirigenti dell’ala migliorista e affaristica dei DS, della Legacoop e di parentela varia di Andrea Raggio e clientela varia di Emanuele Sanna.
Precisi segnali di cui disponiamo ci consentono di affermare che, a livello nazionale, la dirigenza di MD comincia a comprendere ben poco i “compagni” cagliaritani (forse complice, anche, la maggiore affinità di MD col cosiddetto “correntone” DS, in Sardegna avverso a Raggio e Sanna e ben rappresentato nazionalmente da Cesare Salvi, fratello di Giovanni, piuttosto che con dalemiani e miglioristi), a considerare con imbarazzo certe posizioni di Fiorella Pilato se raffrontate al suo adamantino passato di magistrato impegnato senza requie nella tutela dell’ambiente (in sintonia con un esponente politico, ossia Luigi Cogodi, anche lui certo non amico, anzi arcinemico, di Raggio e Sanna), a compatire il muto imbarazzo di Giancarlo Caselli inguaiato, col pretesto di paventati reticolati massonici, in una vicenda, come quella relativa a Lombardini, più grande persino di un grande magistrato come lui, in cui si è trovato a inquisire per inesistenti vicende estorsive un magistrato che, pur nella diversità di idee politiche, stimava e col quale aveva anche avuto proficui scambi collaborativi.
Sappiamo com’è andata, per quanto riguarda il passato: la destra si è scatenata contro Caselli, mentre i cagliaritani se ne sono stati ben tranquilli, portati in palmo di mano dalla sinistra deteriore di Sanna e Raggio (molto meno dai “comunisti” propriamente detti come Oliviero Diliberto) e vezzeggiati anche da destra, da quei destrorsi espressione di ben precisi interessi non sempre puliti che sono passati sopra alle divergenze ideologiche sapendo che, da certi magistrati, non avevano comunque nulla da temere, a differenza di Grauso che diceva pane al pane e vino al vino.
Ma MD nazionale, quella di galantuomini come Bruti Liberati, Salvi e, nonostante i suoi errori, Caselli, deve farci capire una volta per tutte se intenda essere coerente coi propri principi, che spesso non sono perseguiti per nulla dai “compagni” (spesso solo dei fascisti riverniciati di tinta rosso-carrierista) cagliaritani, e operare una netta e pubblica presa di distanze che consenta a tutti di tornare ad avere fiducia in una magistratura che torni, anche localmente, ad essere più credibile, ovvero se intenda ancora “coprire” per motivi di assetti di potere; se incominceranno a dare l’esempio anche quanto a queste miserie locali, saranno decisamente più credibili nella denuncia di quelli che essi ritengono tentativi di delegittimare ed imbavagliare la magistratura.