09 01 2003 - MA VE NE VOLETE ANDARE O NO?

Il quotidiano milanese IL GIORNALE, trattando oggi della problematica delle incompatibilità parentali tra magistrati e tra magistrati e avvocati, ha ritenuto naturale citare per primo, come esempio emblematico delle degenerazioni esistenti al riguardo, il caso di Cagliari, dove di casi analoghi a quelli dei fratelli Galizzi, l’uno presidente di sezione del Tribunale di Bergamo e l’altro designato dal Consiglio Superiore della Magistratura alla carica di procuratore capo di quella città, ce ne sono almeno una ventina, tutti irrisolti da quasi quattro anni, nonostante le puntuali denunce de L’UNIONE SARDA, quando era ancora un giornale e non l’odierna cartaccia da pacchi zuncheddiana, e di Nicola Grauso.
Il Palazzaccio di piazza Repubblica continua a fare scuola in senso negativo ben oltre i confini dell’isola, laddove il problema delle incompatibilità si rivela tanto odioso da smuovere perfino coscienze che si ritenevano sopite, come quelle di Magistratura Democratica, che ha preso una posizione molto netta contro il fenomeno, e dello stesso C.S.M., dove il consigliere Spangher ha evidenziato con chiarezza che sono imminenti verifiche a tappeto, e che il presente Consiglio superiore non intende addossarsi responsabilità non proprie, con ciò prendendo, neppur troppo velatamente, le distanze dalla scorsa, sciagurata consiliatura, nel corso della quale gli esposti sui magistrati cagliaritani incompatibili furono archiviati in modo vergognosamente sbrigativo.

Cari magistrati di Cagliari, riferito sia agli “incompatibili” sia a chi è disposto a perdere la faccia pur di difenderli, la baracca della vostra faccia tosta si accinge a crollare, ed è perfettamente inutile che vi accaniate a puntellarla, stavolta chissà con quali motivazioni pretestuose, magari affidate ancora non ai soliti comunisti, ma alla Corradini che è di Magistratura Indipendente per essere più credibili; la storia e la decenza, in buona sostanza l’esigenza assoluta e irrinunciabile di tutelare l’immagine e il buon nome della magistratura italiana e cagliaritana, cospirano contro di voi.
O forse arriverete al punto di asserire che dietro queste prese di posizione, ora molto più autorevoli delle nostre, sulle incompatibilità, vi sono i terroristi dei NPT, degli NTA, di Resistenzia o di chissà che diamone? O che si tratta della solita provocazione dei servizi segreti deviati (per carità, lo sanno tutti che noi ne siamo espressione, e che il ministro Castelli saluta anche la moglie con un bel “Mi chiamo Bond, James Bond”, alla maniera di Mauro Lissia)?
Non avete alternativa, cari magistrati “incompatibili”, dovete fare fagotto, in altra sede giudiziaria o verso altra professione o, se ne avete l’età (vero dottor Piana?) verso il pensionamento, fate voi. La magistratura cagliaritana perde un altro poco di quella misera briciola di credibilità che le è rimasta ogni minuto che voi restate ai vostri posti, e la gente onesta, e gli stessi magistrati seri, non possono permettere, e non permetteranno, che questa vergogna si protragga ancora.