Settantenne, ogliastrino, gentiluomo inappuntabile, Luigi Garau è, suo malgrado, diventato oggetto d’attenzione per la Procura di Palermo, che l’ha indagato e fatto rinviare a giudizio per favoreggiamento e calunnia nell’ambito del procedimento noto come <<caso Melis-Lombardini>>; Garau, infatti, è stato il legale di Tito Melis ed era a conoscenza di tutti i dettagli delle trattative per la liberazione della ragazza, tra cui il ruolo di Luigi Lombardini e quello dell’avvocato Antonio Piras.
Garau, ingenuamente, aveva annotato tutti questi delicati particolari in alcune sue agende, che gli furono sequestrate nel luglio 1998 nel corso di una teatrale perquisizione del suo studio, attuata dalla Procura di Palermo con lo stile che le è consueto, bloccando l’intera via Alghero di Cagliari.
A seguito delle vicende del <<caso Lombardini>>, Garau ha abbandonato la difesa di Tito Melis che, col suo comportamento, ne ha favorito l’incriminazione; ciononostante, con una dose di ipocrisia senza pari, Tito Melis, sentito presso il Tribunale di Palermo, ha inteso, a scoppio notevolmente ritardato, evidenziare la sua correttezza.
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