15 11 2005 - LO STRANO INCIDENTE DEL DOTTOR BASILONE

In molti ricorderanno il dottor Walter Basilone, stimatissimo magistrato a lungo PM a Cagliari molto impegnato sul fronte dell’antiterrorismo e successivamente procuratore capo di Oristano, tragicamente scomparso in un incidente stradale nel febbraio 1998.
Persone che furono vicine al defunto magistrato, da tempo, nutrono sospetti su quanto realmente accaduto, ossia lo scontro frontale sulla strada provinciale Ussaramanna – Villamar, all’altezza del bivio per Siddi, dell’utilitaria guidata dal dottor Basilone (con a bordo la moglie e un amico notaio laziale con la sua consorte) con altra utilitaria avente a bordo due ragazze di Samugheo, in una giornata piuttosto piovosa.

Si è obiettato, in particolare, che Basilone conosceva molto bene quella strada, che essendo solito trascorrere molti fine settimana a Senis (nella zona chiamata Brabaxiana) presso la comunità di recupero del suo amico don Giovanni Usai la percorreva abitualmente provenendo da Cagliari, e che non era un guidatore avventato.
Il sopralluogo svolto in occasione del sinistro, a cui intervenne personalmente, per competenza, Luigi Lombardini, non fece riscontrare apparentemente anomalie: il fondo stradale del punto dell’impatto era normale, solo un po’ viscido per la pioggia, e nulla si sa circa eventuali problemi allo sterzo o all’impianto frenante della vettura guidata da Basilone.
Tuttavia, queste preoccupazioni sono significative, specie in considerazione del fatto che Walter Basilone, da procuratore di Oristano e forse anche per le notevoli conoscenze acquisite in precedenza a Cagliari, potrebbe aver avuto modo quanto meno di subodorare cose che in Oristano non si dovevano assolutamente sapere, o si doveva far finta di non sapere. Come ad esempio circa l’esistenza di una pericolosissima organizzazione di trafficanti di droga e di armi, con base a Cabras, contatti con la mafia e la ‘ndrangheta e ramificazioni un po’ dappertutto, che potrebbe essere stata collegata con chi fu responsabile dell’abbattimento dell’elicottero della Guardia di Finanza Volpe 132 e che, sicuramente, ha avuto proprio ad Oristano, ma anche a Cagliari, “agganci”, anche di tipo familiare, nelle alte sfere che hanno consentito sia di perpetrare il miserando depistaggio, costituito dal noto furto a Fenosu dell’elicottero “gemello” i cui pezzi furono poi utilizzati per far credere che Volpe 132 fosse caduto nei pressi di Capo Carbonara, sia di mettere a tacere persone che sapevano troppo di queste cose.
Ovviamente per il momento andiamo per supposizioni, ma è certo che Basilone, se sapeva cose del genere, le ebbe a riferire a Lombardini, col quale aveva uno stretto rapporto, e il quale a sua volta già la sapeva lunga sulla vicenda Volpe 132 per averne appreso da un personaggio molto potente presso la Guardia di Finanza, suo amico.
Sarebbe meglio, a questo punto, fare piena luce a 360 gradi.