14 02 2004 - LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Illustre signor Ministro della Giustizia,
Lei conoscerà certamente questo sito, o, se non lo conosce Lei personalmente, lo conosce certamente il quotidiano del Suo partito, “La Padania”, che vi ha attinto ampia documentazione per taluni suoi servizi circa un anno fa.
Questo è un sito che, attivo da tre anni, si ripropone di commentare e stigmatizzare gli episodi di cattiva amministrazione della giustizia, di politicizzazione spudorata della magistratura, di incancrenite incompatibilità parentali e di continue faide consumate per mezzo di essa esistente, ormai da almeno dieci anni, nel distretto giudiziario di Cagliari, vicende rispetto alle quali il suicidio del dottor Luigi Lombardini, avvenuto l’11 agosto 1998 a Cagliari, per un verso ha rappresentato la più tragica manifestazione, per altro verso la punta dell’iceberg di una situazione ambientale assolutamente deteriorata, degradata, tale da determinare condizioni di invivibilità per quei cittadini che per caso o per sventura si trovino a doversi sottoporre al giudizio di questa magistratura, sempre meno indipendente, imparziale e credibile, e per quei soggetti, tra cui anche magistrati, che costituiscano un ostacolo alla persecuzione degli interessi di questa magistratura e dei suoi accoliti politici.

Sappiamo, signor Ministro, che Lei è estremamente attento a quanto accade in Sardegna, e tuttavia, spiace constatarlo, è dal settembre 1998 che l’annunciata “ricognizione generale” del Ministero sugli uffici giudiziari di Cagliari prospettata dall’allora ministro Flick attende di essere attuata, sembra che qualche forza misteriosa faccia dei magistrati cagliaritani degli intoccabili.
E invece essi devono essere puniti per tutti i misfatti perpetrati, perché abbiamo contezza del fatto che, proprio mentre scriviamo, altri fatti gravissimi vengono perpetrati per mano di magistrati, anche apparentemente autorevolissimi, che sono stati denunciati, o stanno per essere denunciati, per gravi reati incompatibili con la propria permanenza in carica.
Signor Ministro, credendo di interpretare il pensiero della Cagliari onesta, non chiediamo che Lei proceda per forme di giustizia sommaria e “politica”, chiediamo semplicemente che si dia un segno tangibile che questi signori non sono più soggetti a coperture, politiche o di altra forma, e che, se riscontrati responsabili di atti deplorevoli, vadano incontro alle giuste punizioni.
Nel nostro sito troverà ampia documentazione riguardo a quanto è capitato a Cagliari dal 1996 ad oggi e, se riterrà di muoversi sulla linea da noi auspicata, prossimamente qualcuno potrà direttamente offrirle ulteriori elementi utili all’esercizio delle sue funzioni.
Signor Ministro, La preghiamo, faccia qualcosa! La Cagliari degli onesti è davvero con l’acqua alla gola!

Cagliari, 14 febbraio 2004 – LO STAFF DI MALA IUSTITIA CARALITANA.