02 06 2004 - LA SPORCA GUERRA MEDIATICA CONTRO SORU

Il gruppo UNIONE EDITORIALE, santuario del potere massmediatico sardo a fatica contrastato da LA NUOVA SARDEGNA e da SARDEGNA UNO, ben affiancato da una certa lobby trasversale in giornalisti maestri nel farsi servi del padrone di turno, ha deciso inderogabilmente: Mauro Pili (nella foto), benché capo di una coalizione che ha già fatto rissa sulle spartizioni dei posti prima di tirar fuori alcuna idea, benché irredimibilmente vassallo di un Berlusconi autore di imprese neroniane a Villa Certosa, deve assolutamente vincere queste elezioni regionali, e pazienza se, come appare probabile in tal caso, rimedieremmo un’altra legislatura squallida di inazione, di ricatti e di nullafacenza come quella appena spirata.
E deve vincere, Mauro Pili, proprio perché ormai abbiamo imparato a conoscerlo, il ragazzo parlerà pure bene, esternerà pure buoni propositi, ma è assolutamente inadatto a far navigare su mari rassicuranti una barca quale quella della Regione Sardegna affollata di marpioni e di gente che pensa solo a spartirsi il potere, che nell’esistenza di una presidenza che non governi, all’insegna del laissez faire, vede proprio la condicio sine qua non per cui certi potentati, tra cui quello editoriale-edilizio-commerciale di Zuncheddu, ma anche quello non certo meno potente e meno ammanicato delle Cooperative Rosse, continuino a fare i loro porci comodi.

Con Renato Soru sarebbe ben altra musica: il grande imprenditore di Sanluri ha mostrato chiaramente di voler ottenere veramente un mandato diretto dal popolo sardo e, con esso, di voler governare in prima persona, senza farsi tagliare le gambe dal potere di ricatto di partiti e partitini, di gruppi e gruppuscoli, e quindi il suo avvento al potere, se sarebbe comunque mefitico per quella Legacoop organicamente legata ai gruppi più di potere dei DS e ben ammanicata anche con la magistratura, rischierebbe di essere addirittura letale per gruppi come quello di Zuncheddu, ma anche per certi gruppi che ci marciano su altri campi ove è necessaria la benedizione regionale, come ad esempio la sanità privata, regno e feudo di molti maggiorenti di Forza Italia, e in generale molti che vorrebbero cementificare l’isola a tutto spiano in spregio all’ambiente.
Quindi, diamoci dentro con la calunnia che, come sappiamo, è un venticello: insinuazioni ai limiti dell’aggiotaggio sui conti di Tiscali, gigantizzazione dei veri o presunti conflitti nel centrosinistra a causa dei metodi di Soru, i soliti ben noti modi di fare interviste da parte di vecchi marpioni del giornalismo che negli anni ’80 furono incrollabili craxiani, fatti apposta per mettere in difficoltà l’interlocutore a seconda di chi si tratti, insomma questo Soru è un arrogante e probabilmente anche un imbroglione, è un dittatore, mentre Mauro Pili, che sta buono e zitto perché non ha assolutamente niente da dire, è un bravo ragazzo che saprà risolvere i problemi dei sardi, abbiamo visto in che modo nella scorsa legislatura.
Ma questi trucchetti potranno forse rincoglionire certe fasce di pubblico televisivo abituata a farsi rimbambire dai reality show stile Grande Fratello o Music Farm, ma non sortiranno alcun effetto nei confronti del sardo medio, che neanche troppo sotterraneamente pensa che i politici sono tutti ladri e che, come diceva spesso il principe Filippo d’Inghilterra, l’unico giornalista buono è il giornalista morto, e che ha colto la reale novità epocale, rivoluzionaria, rappresentata dalla possibile ascesa al governo regionale di Renato Soru, uno da tempo proiettato su scenari europei e mondiali, al quale nessuno glielo farebbe fare di impegnarsi per la Sardegna se non, esclusivamente, per amore della sua terra.
Quindi, cari politicanti di regime coi vostri mass media, è inutile che vi diate tanto da fare, le vostre televisioni non spostano nessun voto, e i vostri giornali li usano come carta da pacchi, non farete con Renato Soru lo stesso sporco gioco che, con l’aiuto della magistratura, vi è riuscito con Nicola Grauso: la Sardegna degli onesti e di chi ha voglia di fare aspettava da tanto tempo questo momento, e non si lascerà sfuggire l’occasione di mandarvi finalmente tutti a casa. FORZA RENATO!!!