24 08 2002 - LA CARRIERA DI CASELLI, LO STRABISMO DEL CSM

Da un nostro appassionato lettore abbiamo ricevuto la segnalazione, che avremmo forse avuto prima se avessimo letto i quotidiani con maggiore attenzione, per cui i più prossimi congiunti in vita di Luigi Lombardini, ossia il fratello Carlo e la sorella Maria Teresa, prima che venisse formalizzata dal Consiglio Superiore della Magistratura, nella sua vecchia composizione insozzata e intasata di magistrati apertamente politicizzati, la nomina di Giancarlo Caselli a Procuratore Generale di Torino, avevano provveduto a segnalare sia al vice presidente del Consiglio sia al consigliere giuridico del Presidente della Repubblica la pendenza di un esposto che essi a suo tempo inviarono riguardo al comportamento del nostro eroe, all’epoca Procuratore della Repubblca presso il Tribunale di Palermo, in occasione del ben noto interrogatorio dell’11 agosto 1998 e successivi mai chiariti “atti conseguenti” che scaturirono nel tragico suicidio di Luigi Lombardini.
Caro amico, che dobbiamo dire? Ci ricordiamo tutti del fatto che la nomina di Luigi Lombardini a Procuratore presso il Tribunale di Cagliari fu intralciata, tra l’altro, grazie alle accuse del magistrato sassarese Gaetano Cau di pressioni nei suoi confronti per il dissequestro di un assegno internazionale, mentre quando si è trattato di discutere della nomina dell’eroe Caselli (ci sono tanti che lo reputano tale, parliamo sul serio) si passa tranquillamente sui cadaveri, dovendosi ricordare che su quanto è successo soprattutto tra l’interrogatorio e il suicidio di Lombardini non si è mai fatta chiarezza, non potendo certo bastare al riguardo la sbrigativa “assoluzione” decisa dal CSM nei confronti di Caselli, a cadavere caldo, a fine agosto 1998.

Ci può consolare solamente il fatto che lo strabismo del Consiglio Superiore della Magistratura (ma dovremmo chiamarlo Consiglio Inferiore della Magistratura, per la sua totale incapacità di resistere alle pressioni di certe lobbies politico-giudiziario-poliziesche) non è stato a senso unico, in odio a Lombardini, visto che nessun peso hanno avuto neppure i casi relativi a Giulio Andreotti, a Bruno Contrada e a tante altre megagalattiche cantonate della Procura di Palermo già diretta dall’eroico magistrato piemontese … del resto, tutti conosciamo le potenti amicizie politiche e istituzionali del Nostro, che spaziano da Luciano Violante, sulle cui interferenze per promuovere la carriera di Caselli si sono ampiamente espressi gli ex ministri Martelli e Scotti, allo stesso nostro caro amico Mangiafuoco, il quale ricopre tuttora un incarico di estrema delicatezza intorno all’opportunità della permanenza dello stesso nel quale, dopo talune incresciose vicende che hanno sgomentato l’intera Nazione, sarebbe forse ora che il presidente Berlusconi riflettesse un po’ … Caro amico, cosa pensi che conti la memoria di Lombardini davanti a tutto ciò? Conta, e tanto, per la moltitudine di sardi onesti per i quali il suo nome era il sinonimo stesso della parola giustizia, ma per certi potentati è solo, appunto, un cadavere su cui passare tranquillamente … fin quando i politici, specie quelli che di Lombardini si riempirono la bocca a caldo, non si faranno un esame di coscienza e non penseranno che sia un loro dovere di fronte al popolo chiedere chiarezza e giustizia sul caso Lombardini, il cui cadavere non vale certo meno di un Carlo Giuliani, frettolosamente elevato al rango di eroe dai vari no global.