17 06 2004 - LA CADUTA DEGLI DEI: DS COME IL PSI DI 20 ANNI FA

Coi tempi che corrono, il bollito segretario regionale dei DS Renato Cugini (nella foto), uomo di Emanuele Sanna e avversario non troppo occulto di Renato Soru, può già ringraziare di essere, dinanzi alla caduta di tanti vip a destra e a sinistra, riuscito a conservare il suo seggio in Gallura: i tempi del grande PCI degli anni Ottanta sono davvero lontani e, pur considerando il notevole successo di una Rifondazione Comunista dove la componente vicina a Luigi Cogodi si è confermata la più forte, i DS sono scesi oggi a una percentuale davvero infima, 13 per cento, più o meno come il PSI craxiano degli anni d’oro, per il quale però tale percentuale era miracolosa, mentre per i diessini, che si piccano di rappresentare il PSE in Italia e quindi anche in Sardegna, è da bancarotta.
E il dato è ancora più interessante se si considera la situazione del collegio di Cagliari, quello che a noi maggiormente interessa, quello elettoralmente più significativo, dove è vero che ce la fa Silvio Cherchi, presidente di Legacoop e uomo di Andrea Raggio (e se non ce fa faceva lui, con la campagna capillare che ha fatto …), ma gli altri due eletti sono un uomo di Democratzia, e quindi molto vicino a Renato Soru, come Nazzareno Pacifico, e un esponente della società civile quale l’avvocato sindaco di Sarroch Tore Mattana.

L’elettorato, facendo confluire molti voti su Progetto Sardegna e anche su Rifondazione, ha invece bocciato la caparbia ostinazione diessina nel riproporre candidati impopolari come Carlo Ciotti, l’ex capo di gabinetto di Federico Palomba (abbandonato dal suo ex boss, candidatosi con Occhetto e Di Pietro e per un soffio non eletto), o nel fare il verso a Soru col collocare a capo della lista provinciale tante donne in funzione solamente demagogica, per poi mandarle elettoralmente allo sbaraglio più completo, o nel riempire ulteriormente la lista, ancora, di esponenti Legacoop come Ignazio Congiu, consigliere provinciale bocciato dalle urne perché doppioni di Cherchi non ne servivano, già bastava e avanzava l’originale.
Di contro, in Progetto Sardegna (che, per quanto si tentino di confondere le acque, è soprattutto una lista di ex diessini che non hanno accettato compromessi sul sostegno incondizionato a Renato Soru) si è fatto segnalare lo straordinario successo di un uomo della società civile, quel Gianluigi Gessa che da vent’anni è un punto di riferimento insostituibile della scienza cagliaritana e nella lotta alle tossicodipendenze.
Ad ogni buon conto, una cosa è certa, ossia che i DS non sono più al centro dello scenario politico cagliaritano, né in generale, in un panorama politico dove Forza Italia resiste a malapena, comunque sotto il 20 per cento, AN senza Delogu si rivela inconsistente e solo UDC e Margherita fanno bene, né nel contesto del centrosinistra, dove Margherita e Progetto Sardegna, a livello cittadino, insieme assommano ormai il 20 per cento.
Di questo in molti dovranno prendere atto, e soprattutto i molti magistrati del Palazzaccio cagliaritano che continuano a vedere nel ridimensionato partitino di D’Alema un faro illuminante: gli equilibri cittadini sono cambiati, profondamente, e non si può non tenere conto che, se chi ha comunque votato DS lo ha fatto scegliendo gli uomini più lontani dagli Emanuele Sanna e dagli Andrea Raggio (a parte Silvio Cherchi che, comunque, attendiamo alla prova dei fatti senza emettere sentenze anticipate sul suo conto), chi ha votato Progetto Sardegna lo ha fatto ben sapendo che questa forza politica è quella più lontana possibile, ben più di Forza Italia ed AN, da qualsiasi simpatia per il Palazzaccio, per l’assoluta indipendenza di Renato Soru e per la sua mai rinnegata vicinanza a quel Nicola Grauso che sta per tornare al suo mestiere di editore con un quotidiano che si preannuncia di sinistra e del quale tutti i “progressisti”, lungi dal continuare a trattarlo come un delinquente, dovranno ora senza riserve riconoscere il ruolo di precursore e di risorsa della società civile sarda.
Resta l’enigma Zuncheddu, i cui referenti più forti, sia in Forza Italia che nei DS, sono usciti scornati e battuti da queste elezioni, e che ora si trova a dover avere a che fare con un Governatore, come Renato Soru, che non ama per nulla, non riamato.
Che farà l’uomo di Burcei? Cercherà ora di blandire Soru nel disperato tentativo di non essere ricacciato nell’anonimato e di non perdere la massa dei lettori de L’UNIONE SARDA a vantaggio de IL GIORNALE DEI SARDI di Grauso? Oppure resterà attaccato al carro degli Emanuele Sanna, degli Andrea Raggio, dei Corona, dei Piana, in poche parole al carro dei perdenti?
Vedremo, un uomo come Zuncheddu è troppo furbo e scaltro per farsi ridimensionare così dall’oggi al domani, ad ogni buon conto continuiamo a fargli l’esame del sangue che, di uno così, è lecito non fidarsi per nulla, salvo che i fatti dimostrino cose diverse.