Dopo le agghiaccianti denunce sulle torture praticate da personale militare americano e inglese su prigionieri iracheni, circa le quali Bush e Blair, cascando dal pero, hanno preso le distanze con compunta ipocrisia, è ora la commissione ONU sulle detenzioni illegittime a sollevare seri dubbi sul fatto che l’amministrazione americana in Iraq non rispetti il patto ONU, non consentendo a prigionieri iracheni, spesso prelevati direttamente nelle loro case, di poter comparire davanti a un tribunale per scaricarsi delle accuse.
Insomma, starebbero violando il più essenziale dei diritti, lo habeas corpus, ciò che gli anglosassoni secolarmente hanno inteso voler insegnare a noi “latini” spesso più inclini alle dittatore per poi smentirsi clamorosamente.
Allora, utilizzazione di armi di sterminio contro i curdi (non difesi nel caso di specie dalla Fondazione Luca Raggio) a parte, non pare che sotto i “liberatori” la situazione stia tornando quella che c’era sotto Saddam Hussein, compresa la sempre meno strisciante e sempre più aperta cooptazione di persone del passato regime negli apparati militari?
A questo punto, se vogliono essere coerenti col nome stesso dell’operazione da loro capitanata, Iraqi freedom, e coi principi del diritto internazionale e del rispetto della sovranità degli Stati, dato che delle armi di distruzione di massa non c’è traccia, Bush, Blair e loro accoliti ben farebbero a fare una sola cosa: si richiami in gioco l’ONU, si ponga sotto il suo controllo l’amministrazione civile e la sicurezza dell’Iraq e si organizzino subito libere e regolari elezioni pluripartitiche, consentendo anche a Saddam Hussein, che è tuttora il legittimo presidente dell’Iraq, di parteciparvi onde verificare se davvero il popolo lo odi o lo voglia di nuovo al potere.
In caso contrario, la situazione dell’Iraq somiglierà sempre più a quella della Polonia sotto il tallone nazista, e la figura che ci fa Bush molto simile a quella descritta nella vignetta riportata sopra, che invero è di Indymedia e quindi va presa molto con le pinze.
E Berlusconi? Sinceramente ci saremmo attesi maggiore avvedutezza da parte di un uomo che non è stupido e neppure ottuso, la riconoscenza verso gli Stati Uniti, che sarà eterna per quanto hanno fatto per liberarci da fascismo e nazismo, non può giustificare a priori ogni scelta, anche la più sbagliata; in ogni caso il popolo italiano è pacifista, si è già capito abbondantemente come la pensi sulla guerra in Iraq e ogni istante che le nostre truppe restano laggiù avvicina il governo Prodi bis, sia ciò un bene o un male.
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