19 01 2003 - INCOMPATIBILITA’: LA PILATO NON SE NE LAVA LE MANI

Sarebbe commovente, se non risultasse in realtà vomitevole, l’accanita ostinazione di Fiorella Pilato, la demolitrice di Baia delle Ginestre (indebitamente, come ha sancito la Suprema Corte) nel negare l’evidenza, nel ribadire – sulla base degli stantii criteri che il ministro Castelli ha ribadito dover essere superati – che i casi di incompatibilità parentale dei magistrati a Cagliari sarebbero risolti, nel mettere la mano sul fuoco quanto a escludere ogni interferenza reciproca tra colleghi che svolgono diverse funzioni nel Tribunale o in Procura.
La signora Pilato, comunista della più bell’acqua di fede granitica quanto quella di Kim Jong Il, si è rifatta agli attacchi che, secondo lei, sarebbero stati arrecati alla magistratura cagliaritana da IL GIORNALE e da LA PADANIA, laddove dei numerosi articoli dedicati dal quotidiano leghista alla schifosa situazione cagliaritana non si sarebbe forse saputo niente, dato che il suddetto giornale non è distribuito in Sardegna, se non per i richiami contenuti nel nostro sito; ma pensiamo che un attacco anche a noi fosse implicito, perché sappiamo bene quanto ci odiano tanti pseudomagistrati.

Così come di Ganassi per il comiziaccio fatto in occasione del processo d’appello per il sequestro di Silvia Melis, dobbiamo oggi stupirci della Pilato, che non ha parenti giudici o PM, né è sospettabile di affiliazioni massoniche o di altro genere: ma chi diavolo glielo fa fare di difendere una causa indifendibile come quella dei suoi colleghi “incompatibili”, padri e figli, mariti e mogli, fratelli e sorelle? Non si sente umiliata passando dalla difesa intransigente dell’ambiente, che è sempre stata la sua bandiera – e che, per inciso, le ha fatto anche prendere cantonate come quella di Baia delle Ginestre – a quella della difesa di un privilegio intollerabile goduto in spregio alla legge dai suoi colleghi?
E pensare che proprio Magistratura Democratica, la corrente comunista a cui la Pilato, come la maggioranza dei magistrati che popolano il Palazzaccio di piazza Repubblica, aderisce, ha recentemente preso, sul tema delle incompatibilità, posizioni rigide, non così dissimili da quelle del ministro Castelli … dev’esserci un virus a Cagliari, un vero e proprio morbo nefasto, in grado di trasformare anche le persone più integre in complici delle peggiori degenerazioni.
Castelli e Rognoni mandino a Cagliari un buon medico per eliminare questo virus, tanto per cominciare facendo rispettare gli articoli 18 e 19 dell’ordinamento giudiziario: fuori dai piedi gli incompatibili, e anche chi li difende!