08 01 2003 - INCOMPATIBILI RAUS!

Il ministro Castelli, dopo un lungo periodo di apprendistato, sta forse finalmente inquadrando nella loro vera luce, spesso fosca, i problemi del pianeta giustizia, ed ha avuto modo di cozzare contro la resistenza corporativa del Consiglio Superiore della Magistratura in ordine al tentativo del suddetto organo di autosgoverno dei giudici e dei PM di designare alla carica di procuratore della repubblica di Bergamo il magistrato Galizzi, nonostante l’esistenza di una smaccata incompatibilità parentale di costui con un fratello, che è già presidente di sezione presso il tribunale orobico.
Castelli ha tentato di ricondurre la lettera degli articoli 18 e 19 dell’ordinamento giudiziario, che regolano i casi di incompatibilità di magistrati prossimi congiunti all’interno di uno stesso ufficio giudiziario e di magistrati con avvocati che esercitino presso lo stesso foro, a ciò che essa realmente dice, al di là di interpretazioni arbitrariamente estensive: non conta se i magistrati, o magistrato e avvocato, tra loro imparentati, facciano penale o civile, il parametro di riferimento è il singolo ufficio giudiziario nella sua interezza, e deroghe non sono ammissibili se non in casi eccezionali.

Pensate se questa interpretazione, che Castelli ha detto di voler propugnare chiedendo la collaborazione del C.S.M. o, in mancanza della stessa, agendo in via legislativa, verrà applicata a Cagliari, pensate che divertimento: come da schede che abbiamo ripetutamente pubblicato, i magistrati “incompatibili” nei vari uffici giudiziari di Cagliari sono almeno una ventina, e costoro, in tutto o in parte, dovrebbero essere trasferiti presso altre sedi, in Sardegna finché c’è posto – attualmente le scoperture di organico negli uffici giudiziari sardi ammonteranno a circa una decina di unità, con alcuni dei posti da riservare agli uditori giudiziari – altrimenti in sedi del Continente.
A conti fatti, dovrebbero trasferirsi una buona quindicina di magistrati, tra i quali uno a scelta tra il procuratore Carlo Piana e il figlio Paolo, unico giovane magistrato, dopo il pensionamento dei fratelli Paolo e Francesco Massidda (rispettivi padri di Giovanni e Andrea Massidda) e di Angelo Porcu (padre di Gaetano Porcu), che permanga nella scandalosa situazione di prestare servizio nella stessa sede del padre, non senza potenziali interferenze (il PM ha competenze anche in sede civile), il procuratore aggiunto Mauro Mura, padre delle fallite indagini sul sequestro Melis, e il sostituto Paolo De Angelis, doppiamente incompatibile sia con la moglie giudice che col fratello avvocato; nonché la presidentessa del Tribunale dei Minori, Grazia Corradini, la quale ebbe l’ardire di proporre esposto al C.S.M. contro L’UNIONE SARDA quando il quotidiano, ancora di Grauso e non ancora del censore Zuncheddu, pubblicava gli elenchi dei magistrati incompatibili, tra cui la stessa Corradini, insieme ai suoi giudici Marinella Polo e Sergio De Nicola (oggi trasferitosi a Caltanissetta) figurava.
E’ quindi evidente a tutti, nell’attesa che il ministro Castelli ritraduca in realtà i suoi propositi, e vogliamo vedere chi oserà contrastarlo sull’attuazione di questi sacrosanti principi, quale sia il grado di delegittimazione a cui è giunto il Palazzaccio cagliaritano; altro che il caso Galizzi!!! Sarebbe decisamente meglio, e degno di loro, che i magistrati incompatibili, senza aspettare che lo scandalo scoppi sui giornali – non certo su L’UNIONE SARDA – avanzino spontaneamente domande di trasferimento, in fondo questi signori sono pagati molto meglio e sottoposti a stress molto minori di poliziotti e carabinieri, che vengono sballottati dall’oggi al domani, spesso senza preavviso, da un posto all’altro della Penisola, e allora, che insieme agli onori, si assumano anche i relativi oneri.