Gli eredi del compianto Samuel Beckett prima o poi chiederanno i danni; infatti, quello che va in scena in piazza Repubblica, a Cagliari, è veramente il teatro dell’assurdo.
L’ex direttore dell’Unione Sarda, Antonangelo Liori, risulterebbe indagato per essere il “mandante” della sanguinosa rapina alla filiale della Banca di Sassari di piazza Garibaldi nel capoluogo isolano, per la quale sono accusati tre desulesi (uno latitante) e che sfociò nel ferimento di due poliziotti (uno di essi gravemente).
Liori verrebbe chiamato in causa in relazione ai contatti telefonici che avrebbe avuto con uno dei rapinatori (Marco Deiana, latitante) prima e dopo la rapina.
Non conosciamo gli atti, e possiamo comprendere l’ansia di eclatanti successi professionali che anima il sostituto dott. Giancarlo Moi (sicuramente amareggiato per essere stato escluso dalla DDA a favore di colleghi molto meno anziani), tuttavia ci limitiamo a osservare: 1) per quanto Antonangelo Liori possa essere una persona spregiudicata e di forte indole, ci rifiutiamo di credere ch possa essere coinvolto in un reato così infamante; 2) Desulo, suo malgrado, è notoriamente un paese nel quale i rapinatori pullulano, e può capitare a chiunque, desulese di nascita o di origine, di avere a che fare, per ben altri motivi, con taluno di questi. A meno che non si pretenda da Liori od altri il vivere in una campana di vetro, il che non ci risulta sia praticato da molti magistrati rispetto a personaggi od ambienti dai quali pure le loro funzioni dovrebbero indurli a guardarsi.
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