Sarà sicuramente una coincidenza, ce lo auguriamo proprio, ma questa nuova escalation terroristica, che speravamo fosse robaccia degli anni Settanta gettata nella pattumiera della storia, arriva proprio in un momento in cui la giustizia sarda, e quella cagliaritana in particolare, stavano, e stanno, toccando il fondo in termini di legittimazione e di credibilità, con molti nodi che stavano e che stanno venendo al pettine, dalla vergogna del caso Melis all’inquietante caso Santona alle spaventose vicende di stampo sudamericano del caso Unione Sarda.
Prima ancora che arrivassero le letterine con pallottole di Kalashnikov e poi il tritolo, in verità, L’UNIONE SARDA aveva fatto di tutto per minimizzare la situazione, censurando tutto il censurabile, coi lettori costretti ad acquistare un quotidiano milanese per saperne di più sul caso Santona o a consultare il nostro sito per saperne di più su tutto … il loro massimo l’hanno raggiunto sul caso Melis, ne hanno parlato lo stretto necessario e improvvisando astrusi teoremi, basati su un mero dispositivo di sentenza, per cui, in ogni caso, Silvia Melis è ancora attendibile.
Noi di MALA IUSTITIA CARALITANA ci muoviamo, e ci siamo sempre mossi, sul terreno della democrazia, della libera manifestazione del pensiero, della non violenza, al massimo qualche personaggio con la coda di paglia ci ha accusato di adoperare la tecnica del “detto e non detto”, di essere meramente la voce di Nicola Grauso, di avere a che fare coi servizi deviati o con la Massoneria, tutte forze, comunque, lontane mille miglia dal terrorismo di stampo marxista e anarcoide; abbiamo risolutamente condannato le minacce al PM Marchetti, che se per un verso è personaggio coinvolto nel caso Santona, quando si occupa di terrorismo rappresenta comunque lo Stato, e allo stesso modo condanniamo la bomba alla redazione nuorese de L’UNIONE SARDA, rammentando che non siamo certo tra quelli che vorrebbero tappare la bocca al quotidiano cagliaritano, anzi vorremmo che si affrancasse dalla censura zuncheddiana e di certe cose parlasse molto di più.
Non possiamo tuttavia che confermare il nostro giudizio di fondo, che le stupide e criminali iniziative di pochi esaltati fuori dal tempo portatori di una logica di violenza e di morte, solo perché si rivolgono contro obiettivi che sono stati in parte gli stessi della nostra libera manifestazione non violenta di pensiero, non possono obbligarci a modificare: la magistratura cagliaritana è delegittimata, destituita di ogni residua credibilità, e L’UNIONE SARDA, quando ne canta le lodi e censura le notizie per essa scomode, attenta di fatto alla libertà di informazione.
Le bombe e le lettere minatorie non possono reprimere l’esigenza di fare chiarezza e di adottare gli opportuni provvedimenti circa questa situazione, sempre nell’ambito dei rimedi previsti dall’ordinamento democratico.
Forse qualcuno ci accuserà per questo di fiancheggiare i terroristi, anche se dovrebbe sapere, leggendo i nostri scritti, che la nostra ideologia, sempre che ne abbiamo una, è quanto di più lontano ci sia dalla loro, e anche da quella dei girotondini e dei No Global … il nostro motto non è quello di Sciascia, non è “Nè con lo Stato nè con le BR”, noi stiamo con la magistratura come istituzione, ma ESIGIAMO che le sia restituita la credibilità sua propria attraverso la punizione di coloro che si sono resi responsabili di incapacità e di abusi. Senza che quei quattro esaltati che si fregiano di sigle eversive debbano costituire un alibi.
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