Un mese fa le elezioni europee pareva avessero costituito il punto di svolta per la conduzione politica del Paese, il cosiddetto giro di boa dopo dieci anni di navigazione con un equipaggio maldestro, guidato da comandanti da entrobordo.
Oggi assistiamo ad un’operazione pesante, condotta probabilmente da alcuni “consigliori” del Quirinale, con la quale si assesta una battuta d’arresto alla rinascente intraprendenza di pura matrice politica, un aut-aut, che impone la primazia dell’aristocrazia burocratica e, soprattutto, dei soggetti, che avviarono l’avvicendamento violento per il controllo della nostraeconomia.
Il Primato della politica pare essere lungi dal riaffermasi, chi dichiarò apertamente questa esigenza, ricoprendo le vesti del presidente del consiglio nel 1998, oggi è privato di qualsiasi potere all’interno del proprio partito e della coalizione cui è chiamato a sostenere.
Chi in questi giorni, senza lungimiranza, ha operato sotto la veste politica mirando al bersaglio sbagliato, è riuscito a ingenerare, in quella maggioranza di cittadini oramai stufi della non-politca inconcludente, un rinnovato
rifiuto alla azione politica, che si è dimostrata priva di
determinazione, astuzia e obiettivo.
Al giro di boa, comunque irreversibile, lo spettacolo di questi giorni non ha giovato, anzi, è riuscito ad avvalorare scelte elettorali regionali fatte in perfetta contro-tendenza, dove cioè è stata premiata l’antipolitica per eccellenza.
Un premio simile a quello che, a livello nazionale, è stato
attribuito alle elezioni politiche del 1994 prima e a quelle del 1996 dopo.
Diversamente, nel 2001 il progetto Politico era già definito, seppur non esplicito, e il leader della coalizione vincente, l’attuale Premier, Silvio Berlusconi, non avrebbe potuto garantire la sua stessa leadership su basi antipolitiche analoghe a quelle del 1994.
Le ultime scelte regionali, fuori tempo, che hanno dato al Friuli, nel 2003, e alla Sardegna, trenta giorni fa, due Governatori di chiara matrice antipolitica, sostenuta da un pericoloso conflitto di interessi, ci condurranno, per ovvia
e scandalosa similitudine, ad una identica stasi in nulla dissimile da quella vissuta, sul piano nazionale, nel decennio appena trascorso.
È urgente evitare che, alle prossime scadenze elettorali, se
l’obiettivo è il “primato della Politica”, si arrivi logori e di conseguenza incapaci nel fronteggiare la riedificazione di quel bastione antidemocratico, sul quale alcuni tendono a riorganizzare l’artiglieria pesante dell’antipolitica.
Maurizio Ciotola
Cagliari, 16.07.04
Nota del Webmaster: Caro Maurizio, mi sembra che Renato Soru stia potentemente tagliando le unghie proprio a un certo partito politico, quanto meno alle sue tendenze più di potere, che riuscì ad emergere proprio all’insegna della “antipolitica”, sulle ceneri di un Bettino Craxi sommerso dagli avvisi di garanzia di Di Pietro sospinti anche da una ventata di qualunquismo senza pari. Mi pare che questo debba andare a suo merito.
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