15 02 2003 - IL NOSTRO SONDAGGIO CONFERMA: BASTA CON LE INCOMPATIBILITA’!

I nostri visitatori, nel rispondere al nostro sondaggio circa il problema delle incompatibilità parentali dei magistrati e tra magistrati e avvocati, hanno mostrato di condividere i nostri convincimenti, cosa non scontata dato che il sondaggio sulle intenzioni di voto aveva dato i DS, partito certo non amato da chi anima questo sito, come partito di maggioranza relativa.
L’opinione prevalente (16 voti, pari al 40%) è quella di chi ritiene che in nessun caso magistrati imparentati tra loro, o magistrati e avvocati imparentati, debbano lavorare nella stessa città; più o meno la tesi del Ministro Castelli, nonché la nostra; ma anche un numero inaspettato di votanti, 10 pari al 25%, hanno optato per una risposta decisamente più drastica, ritenendo che i magistrati debbano, in ogni caso, prestare servizio in una città diversa da quella di provenienza, e forse, in un ambiente provinciale come il nostro, potrebbe essere un toccasana.

9 votanti, pari al 23%, hanno più o meno dato ragione a Fiorella Pilato, presidente della sezione sarda dell’Associazione Nazionale Magistrati, nel ritenere che le parentele possano esistere in un presidio giudiziario, purché siano evitate in concreto le interferenze, mentre residui 4 votanti, pari ad appena il 10% e che siamo sicuri essere dei magistrati (o avvocati parenti di magistrati) provocatori, ritengono che le parentele non creino alcun problema.
Il sondaggio attualmente attivo è quello sulla separazione delle carriere tra giudici e PM.