E invece non bisogna avere paura di parlare se si tratta di verità, e ricordarsi prima di tutto che liberarsi dei dolori accumulati fa bene e ti rinnova quella speranza che in caso contrario potrebbe morire e allora… Gli errori o gli orrori di molte istituzioni presentano infinite sfumature,ma su di un fatto non si discute, il quadro della situazione si valuta e si osserva anche nelle piccole disfunzioni presenti se vivi un tuo caso personale senza denaro e senza le dovute “conoscenze”.
E’una realtà inoppugnabile la spaventosa contraddizione di condanne miti per ladri di alta professione e poveracci che devono scontare pene maggiori per il furto di un panino al supermercato. Non sto esagerando e chi legge, chi ha una certa familiarietà con le cose di questo tipo sa bene che quanto affermo è purtroppo vero altrimenti non saremmo qui a parlare di ingiustizia.
Ma la cosa che maggiormente indigna la coscienza di chi ne ha ancora una è la disfunzione che si crea nella vita personale e di di relazione della persona mal giudicata, magari solo per pregiudizio.
Per ora ancora non me la sento di raccontare i motivi peggiori, vorrei soltanto porre l’accento sulle conseguenze di certe azioni che dovevano essere la risposta giusta di fronte ad un abuso.
Ricordo la rabbia, si proprio e solo la rabbia dolorosa di chi sta subendo e di chi fino a quel giorno credeva nella giustizia.
Potrei elencare casi eclatanti,riannodare i capi di storie da prima pagina, ma voglio solo parlare di una piccola storia di un piccolo paese di provincia, di un anziano giudice e di un piccolo avvocato che si sono permessi di giudicare disponibile una persona per i loro sollazzi proprio perchè la giovane donna in questione, aveva solo il difetto di essere molto bella e intelligente e accidenti alla sfiga del suo destino anche sexy pure se vestiva due stracci.
Aveva avuto anche la sfortuna di aver sposato giovanissima, consigliata dai genitori che desideravano “sistemarla” un marito schizoide che però indossava una divisa e che contava ai tempi in cui molti personaggi dell’ ambiente giudiziario andavano a braccetto con i politici del tempo e che più tardi dovettero fare l’inventario di molte loro azioni con “MANI PULITE”.
La vicenda durata 13 o 15 anni ha compilato pagine infinite di fandonie,per il fine abietto di sfinire l’attesa e la forza di questa ragazza coraggiosa che continuava a difendere rabbiosamente i suoi diritti. Sembrava quasi che bisognasse punire la sua ribellione, era come nato un braccio di ferro tra lei ed il giudice, il quale le aveva fatto capire da che parte stava a meno che… e cosi’ anche l’avvocato del marito.
Non voglio dilungarmi ancora,ma posso concludere dicendo che le conseguenze dovute a questo modo di gestire il potere di un incarico così importante da parte dei fortunati mascalzoni che gestivano la giustizia, ha portato la giovane donna alla resa e di più.
Quante vite sciupate e quanti anni di dolore trascorsi per colpa di persone così?
Una nuova scuola per i giovani magistrati dove imparare tutti i giorni che cosa è la giustizia, ci vorrebbe proprio, ma di altro tipo, con materie ancora sconosciute da parte di molti, da ristudiare tutti i giorni,sino all’indigestione,insieme a quei pochi probabili ed unici insegnanti di questa nuova scuola che ancora malgrado tutto, combattono a proprio rischio, anche di vita,le ingiustizie,per capire finalmente che cosa è la lealtà, l’umanità,la correttezza ed il rifiuto del compromesso e studiando con tanta umiltà riuscire a ritrovare una coscienza davvero responsabile nell’uso della giustizia.
Eleonora.
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