Come avrete visto, il sito torna a pieno titolo online dopo mesi e mesi di standby, e una pausa di riflessione lunga, la più lunga che ci siamo concessi da quando Mala Iustitia Caralitana è nata, come non accadde neppure ai tempi della guerra irachena.
Saprete pure, almeno voi che usate, più che altro per rassegnazione, leggere la stampa locale e informarvi su ciò che bolle in pentola nel Palazzaccio di piazza Repubblica, che “loro” hanno creduto, su querela dell’unico che abbia osato farla, il commercialista Ciotti sul quale preferiamo non fare altri commenti, di identificare il “gestore” (che poi tecnicamente non vuol dire nulla) di questo sito in una persona ben determinata, in una persona piuttosto nota a Cagliari e soprattutto negli ambienti giudiziari.
Questa è una storia che, al momento, è oggetto di un processo del quale preferiamo non fare commenti, essendovi un coinvolgimento “personale” del sito, ma da da riflettere il fatto che, in mezzo a tanti magistrati, certo non amici di questo sito e soprattutto della persona, Luigi Lombardini, a cui questo è primariamente dedicato, che non hanno proposto alcuna querela pur venendo fustigati molto severamente nel loro operato, ci sia stato un singolo privato a “brindarsi” di fare una querela acida, molto simile a quelle che tale Caselli proponeva a getto continuo contro Francesco Pintus uscendone regolarmente con le ossa frantumate, contro un articolo tutto sommato innocuo, costituente mera manifestazione del diritto di critica e di libera manifestazione del pensiero, da da pensare.
Ne parleremo, di tutto, a tempo debito.
Ora, c’è da recuperare il molto tempo perduto, tante cose sono successe, Soru alla Regione ha ampiamente superato i famosi cento giorni e il centrosinistra ha mietuto consensi inaspettati, il grande Giovanni Paolo II è morto, abbiamo un nuovo Papa, il centrosinistra nazionale respira aria di vittoria ma deve lottare contro il suo peggior nemico, sé stesso, e quanto alla giustizia beh, è la solita minestra riscaldata sempre peggio.
Il processone di Palermo forse cammina, forse no, pare che sia venuto, o debba venire, al banco dei testimoni, il turno di Oreste Barbella, dirigente della Digos dell’epoca del “caso Lombardini” oggi capo della Mobile, ma il bello deve ancora venire, con la prossima (chissà quando, dati i tempi da bradipo del Tribunale di Palermo) audizione dei testi più succosi. Volge alla fine anche il processo Vernesoni, dove abbiamo conosciuto, per meglio dire riscoperto, un legale coi controfiocchi, l’avvocato Rodolfo Meloni, che, tra i pochi con le palle in terra di ignavi, ha difeso senza sconti il tenente colonnello della Guardia di Finanza rivolgendo un durissimo attacco al pubblico ministero Marchetti e ai metodi da lui usati; di questa vicenda abbiamo parlato in abbondanza.
Prossimamente, avremo da parlarvi ancora di tante cosette: incominciando dall’alto magistrato, a quanto pare aderente alla massoneria, il quale potrebbe essere indagato per ricettazione di oggetti di valore provenienti da truffa consumata da un prossimo congiunto, per giungere al PM che appartiene a un consorzio pubblico / privato che fornisce consulenza agli imprenditori sullo stesso tipo di reati di cui egli si occupa; c’è poi da approfondire la storia del magistrato di MD che avrebbe acquistato a “straccu barattu” una casa a Villasimius proveniente dalle esecuzioni immobiliari o dalle vendite fallimentari, e tant’altro ancora.
Ciò che gradiremmo sarebbe che anche voi vi faceste sentire, divulgando qui le notizie che avete ed esprimendo il vostro dissenso: questo è uno dei pochi blog dove chiunque può non solo commentare i post, ma anche, una volta iscrittosi al sito, scrivere direttamente i propri post ricevendo i commenti di chi interessato. Essere “contro”, in una situazione che peggiora ogni giorno di più e che lascia capire come perfino a un uomo forte come un toro come Luigi Lombardini siano venute tentazioni suicide purtroppo concretizzatesi, è un duro lavoro, un duro coraggio che sovente costa caro: chi ha il coraggio di pagarne il prezzo sino in fondo potrà dire di essere un vero uomo, ma potrà anche tastare il polso della pubblica opinione sperando che di veri uomini ce ne siano tanti, veri uomini che non hanno paura delle tigri di cartone anche se vestono uno straccio nero.
| Pagina statica (salvata dal sito originale) |