08 05 2004 - IL CSM PUNISCA IL MOBBING CONTRO LOMBARDINI

Si fa un gran parlare, di questi tempi, di mobbing, abbiamo già affrontato l’argomento, e abbiamo detto come al Consiglio Superiore della Magistratura comincino a giungere molti esposti di magistrati che si lamentano di essere “mobbizzati” perlopiù dai propri capi, che interpretano il rapporto gerarchico in termini spesso poco conformi alla Costituzione, alla legge e alle disposizioni dello stesso CSM.
Il mobbing non è una burletta, è un problema serio studiato dai più autorevoli psichiatri, nonché una causa molto forte di depressione e, a volte, di danni alla persona anche più perniciosi, e sul piano penale è suscettibile di poter assumere varie vesti giuridiche, da quella dell’abuso in atti d’ufficio a quella dell’estorsione (quando il mobbing sia attuato per costringere taluno ad abbandonare il lavoro o una determinata posizione).

Vogliamo fare chiarezza, allora, sui possibili casi di mobbing che, spesso imbrogliando altre procure e il CSM, si sono verificati a Cagliari, negli anni scorsi, in danno di magistrati, guarda caso tutti osteggiati dalla consorteria dominante nel palazzaccio di Piazza Repubblica?
Il caso più eclatante è, chiaramente, quello sfociato nel modo più tragico, quello che riguarda Luigi Lombardini: egli era notoriamente estenuato dalle iniziative ostili intraprese nei suoi confronti dai propri colleghi, e molte di esse sfociarono nell’apertura di procedimenti penali, orbene, a parte i risvolti penali, è mobbing o no che qualcuno alla Procura ti denunci a Palermo per un reato manifestamente insussistente, è mobbing o no che taluno si rechi da Tito Melis e lo induca, o lo costringa, ad accusarti?
E’ mobbing o no che taluno, sul filo di proprie strampalate inchieste, faccia propalare sistematicamente segreti di ufficio verso un giornale ben ricettivo e questo utilizzi dette notizie, in palese concerto con chi gliele ha fornite, per imbastirti contro una campagna diffamatoria?
E’ mobbing o no che taluno, intenzionalmente, attui intercettazioni sulle utenze di un terzo per intercettare le tue, che in quanto magistrato di Cagliari potevi essere intercettato solo da Palermo?
Eccome se è mobbing, e sarebbe opportuno che, anche senza denunce individuali, il Consiglio Superiore della Magistratura, dato che ha deciso di affrontare il delicato capitolo del mobbing all’interno della magistratura, approfondisca questa questione, specie per i profili disciplinari e di incompatibilità ambientale dei responsabili; non trascurando, magari, di occuparsi di altri casi meno noti che vi sono stati e vi sono a bizzeffe.