13 07 2005 - IL CINESE NEL COMPUTER

Da qualche giorno il nostro sito è interessato dalle visite di utenti il cui interesse primario non è certo sapere cosa ne pensiamo del sequestro Melis, o del procuratore Carlo Piana, o di qualsiasi altra quisquilia inerente l’amministrazione della giustizia in Sardegna.
Ci riferiamo alla frequente presenza di visitatori cinesi, che utilizzano utenze riconducibili ad entità statali o, da ultimo, perfino a visitatori provenienti dal Sudan, da quel paese in cui vi è da tempo un distaccamento dell’esercito cinese che attira rifornimenti di armi da capogiro.

I cinesi, peraltro, non hanno mancato di tentare di compiere atti di hacking sul personal computer che abitualmente utilizziamo per gestire il sito, fortunatamente ben protetto: sono un po’ cretini, forse pensano che conserviamo, in unica copia, i famosi documenti di Lombardini sull’hard disk del PC, magari scannerizzati o in PDF.
Il morboso interesse di questi misteriosi personaggi dagli occhi a mandorla per Malaiustitia deve, infatti, senz’altro ricondursi a tutte le cose che abbiamo scritto sulla vicenda Volpe 132, con riguardo a talune nostre analisi, supportate da elementi indiziari di spessore, che forse non sono molto lontane dal vero, ma in particolare, dato l’intensificarsi delle “visite” e perfino la comparsa dei sudanesi, ai cenni che abbiamo fatto circa il sito riservato in cui furono riposti i documenti segreti che Luigi Lombardini possedeva sulla vicenda Volpe 132, che in molti vorrebbero conoscere per distruggere quei documenti; e tra quei molti, in buona compagnia di certi ceffi della massoneria deviata e dei servizi deviati, vi sono anche i cinesi, gli assassini di Tien An Men, che forse in quella vicenda, così come in quella del “Lucina” ad Algeri e nell’eccidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, con alleati ben poco confessabili, ci sono dentro fino al collo.
E in questo contesto, il problema dei cinesi non è certo quello di insolentire gli americani, visto che insieme a loro (o almeno alla parte più retriva della politica statunitense), ai russi, ai francesi e agli inglesi hanno fatto parte di uno schieramento anti-islamico trasversale, solidamente cementato dalla massoneria internazionale, che ha agito in appoggio ai regimi laico-massonici di molti paesi arabi (ivi compreso quello di Saddam Hussein, finché tornava comodo) con l’intendimento di promuovere un’operazione di annichilimento politico, economico e culturale del mondo musulmano che fa impallidire quella che la massoneria secoli fa ha lanciato, e tuttora conduce, nei confronti del cattolicesimo.
I cinesi, tra questi, sono quelli che possono fare il “lavoro sporco”, visto che non hanno i vincoli “democratici” che condizionano l’agire degli altri paesi nominati (un po’ meno della Russia), e sanno bene che, se riescono a sgominare la potenza rappresentata dal mondo musulmano, nessun ostacolo si frapporrà più alla loro conquista della supremazia mondiale, ai danni di un’America lentamente in declino.
Rende l’idea del perché, in vicende come quella di Volpe 132, la posta in gioco sia altissima, del perché ci tocchi convivere col folle terrorismo di Al Qaeda, e del perché noi, ogni tanto, dobbiamo trovarci un cinese nel computer?