IL CASO CERCIELLO – MARCELLO MELIS – ORANI

Giuseppe Cerciello, generale della Guardia di Finanza già comandante della Regione di Milano, sposato con la figlia della cagliaritana Liliana Caricato – moglie del noto commerciante Tonio Orani – è stato processato e condannato a Brescia per la nota vicenda delle tangenti percepite da numerosi ufficiali ed agenti della GdF per ammorbidire i controlli fiscali.
Il procedimento, originariamente, pendeva avanti al Tribunale di Milano, istruito dal Pool Mani Pulite, ma l’avvocato Carlo Taormina, difensore di Cerciello, sollevando fruttuosamente la legitima suspicione nei confronti dei giudici milanesi, ha ottenuto dalla Corte di Cassazione il trasferimento del processo a Brescia.
Non contenti, i magistrati del Pool, e in particolare il sostituto Piercamillo Davigo, hanno ritenuto di rincorrere le tracce del riciclaggio dei supposti guadagni illeciti percepiti dal generale Cerciello con le tangenti, e di rincorrerli in Sardegna, con l’accanita e servile collaborazione del sostituto cagliaritano Valerio Cicalò.
Tutto è partito dalle dichiarazioni della moglie separata di un commerciante di abbigliamento all’ingrosso di Quartu S. Elena, Marcello Melis, che è stato accusato dalla ex consorte di essere una <<testa di legno>> per il riciclaggio dei guadagni illeciti di Cerciello, attraverso il versamento sul suo conto bancario di somme – per un ammontare di lire 400.000.000 – appartenenti al generale e soprattutto per l’intestazione fittizia di una villa al mare, in località Torre delle Stelle, del valore di un miliardo di lire.
Gli strali della donna si sono appuntati anche contro Tonio Orani, titolare del notissimo negozio cagliaritano d’abbigliamento di lusso <<Lord Boutique>> e marito di Liliana Caricato, madre della moglie del generale Cerciello; a detta della ex coniuge di Marcello Melis, anche l’attività commerciale di Orani sarebbe in realtà servita, con l’elevato valore della merce tenuta in magazzino, a riciclare guadagni illeciti di Cerciello.
L’inchiesta non è pervenuta a dimostrare alcunché, e tuttavia due onesti commercianti [Marcello Melis è stato rinviato a giudizio per falso in bilancio e appropriazione indebita, ma il 6 marzo 2001 è stato prosciolto da tutte le accuse dal Tribunale di Cagliari] sono stati additati al pubblico ludibrio. Il tutto perché la Procura cagliaritana ha inteso, accodandosi servilmente a quella milanese, inseguire i fantasmi dei pretesi soldi sporchi del generale Cerciello, colpevole oltre tutto di avere quale difensore l’avvocato Taormina, notoriamente schierato con Forza Italia.