Oggi, 30 ottobre 2002, a distanza di una decina d’anni abbondante, la Suprema Corte di Cassazione, proprio quella Suprema Corte di Cassazione che fu colpita al cuore nella sua credibilità da questo caso (e ora la Boccassini ci ritenta), ha messo la parola fine alla tragicommedia penale che interessava il più valido e preparato magistrato d’Italia, il dottor Corrado Carnevale, oggi presidente di una sezione civile della Cassazione ma dieci anni fa, prima che si scatenasse contro di lui il linciaggio politico-giudiziario promosso dal duo Violante-Caselli, presidente della famosa Prima Sezione della Cassazione medesima, che dava fastidio alla magistratura giustizialista e ai suoi supporters politici perché annullava senza riguardi sentenze colme di illegalità e illogicità, che si pretendeva di far sanzionare dalla Suprema Corte in nome di Sua Maestà l’Antimafia e in spregio ai diritti civili.
Annullamento senza rinvio, ha sentenziato la Cassazione. Sentenza d’appello (che aveva capovolto quella di primo grado del Tribunale di Palermo, che aveva mandato assolto Carnevale) da gettare nella spazzatura, e spiate dei giudici ex colleghi di Carnevale che rivelavano le segrete cose che accadevano in Camera di Consiglio illegali, violazione del segreto d’ufficio, quindi forse più reati che testimonianze, e l’eccesso di zelo gioca davvero brutti scherzi a certi giudici giustizialisti. Anche lo zelo di instancabili zeloti come l’attuale Presidente del Tribunale di Lanusei, Claudio Lo Curto (che dicono sia un uomo di quel Gianni De Gennaro accusato da Lombardini di aver organizzato la messinscena della autoliberazione di Silvia Melis) si è rivelato del tutto inutile, degno di miglior causa. Non fateci perdere altro tempo trastullandovi con le vostre corbellerie, ha detto la Cassazione, niente nuovi processi: Carnevale assolto, e basta!!!
E’ una grande vittoria. Una grande vittoria per chi crede che davvero in Italia si possa esercitare il mestiere di giudice rimanendo fedeli all’obbligo di applicare la legge (non di contestarla con stile girotondino quando non va a genio, come fa la Procura di Milano) e ai principi di indipendenza e di imparzialità (conserviamo memoria di una bellissima frase del senatore Mariano Delogu, che disse che indipendenza della magistratura significa soprattutto indipendenza dei singoli magistrati), da difendersi rigidamente, appunto, anche contro le stesse lobbies interne alla magistratura, a partire da quella giustizialista con le sue ben note sinergie politiche a sinistra, ma anche di qualche utile idiota a destra, magistrato o politico.
Ora speriamo che non ci ritenteranno MAI PIU’: né col piccolo giudice di provincia che tenta di respingere le pressioni del suo capo, né col Presidente della Cassazione.
Ma è una vittoria costata cara a Corrado Carnevale. E’ stato sospeso dal servizio per svariati anni, riammesso solo l’anno scorso, e dovendo anche ringraziare Dio di non essere stato “pensato” dai soliti PM dalle manette facili. Contro di lui, il Consiglio Superiore della Magistratura ha commesso illegalità di ogni genere, passate inosservate perché i comunisti, mediante Luciano Violante, erano i diretti mandanti dell’operazione (Caselli recepirà, perché arriverà più tardi alla Procura di Palermo) e dall’altra parte c’erano i residui della DC e del PSI post-tangentopoli, non certo in posizione favorevole. Si è beccato il fulminante epiteto di “GIUDICE AMMAZZASENTENZE”, laddove le sentenze che Corrado Carnevale “ammazzava” venivano mandate al macero perché violavano la legge, e nessuno ha mai dato ai giudici pronti a confermare e approvare ogni corbelleria, in nome del giustizialismo, l’epiteto di “GIUDICI AMMAZZADIRITTO”.
Da oggi in poi, però, in Italia ogni giudice si sentirà più libero. La Corte di Cassazione, presidio supremo dello stato di diritto non a caso attaccato a spada sguainata da Ilda Boccassini, che lo stato di diritto non sa neppure cosa sia mentre sa benissimo cos’è lo stato di polizia (che magari sbatte in galera i cittadini anche sulla base di finte intercettazioni, Bar Mandara docet) ha sancito, assolvendo Carnevale, che nessuno, si tratti di chicchessia, può azzardarsi a invadere il sacro recinto dell’indipendenza e dell’imparzialità di un giudice solo perché le sue decisioni non gli vanno a genio.
Forse tanti loschi figuri si avviano al tramonto. W CIRAMI, W PITTELLI, W BERLUSCONI!!!
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