Ci sono molte cose che i cittadini non sanno circa il modo con cui vengono assegnati e progrediscono in carriera i magistrati; ad esempio, pochi sanno che il matrimonio, magari abilmente affrettato prima della scelta della sede, fa guadagnare agli uditori giudiziari tanti punti preziosi per avere privilegio nella scelta della sede migliore, quasi si trattasse di un qualsiasi concorso per bidelli.
Ma quello che i cittadini forse immaginano, ma non sanno appieno, è che all’interno della casta dei magistrati, sempre pronti a fustigare i costumi dell’universo mondo ipotizzando farraginosi abusi d’ufficio a destra e a manca, esiste eccome, e anzi è forse più forte che in altre categorie, la pratica della raccomandazione.
I maligni dicono che negli stessi concorsi per uditore giudiziario, il primo gradino della carriera di magistratura, vi sia spazio per le “spintarelle”, e così capita che persone poco dotate, col merito però di essere figli di potenti magistrati in carriera o di avere agganci familiari o professionali con gli stessi, superano con tranquillità quel difficilissimo concorso, ad onta delle bocciature inflitte a tanti bravissimi giovani giuristi: a Cagliari di esempi se ne potrebbero fare a iosa, e non ne facciamo per delicatezza.
Ma dove si scatena la canea è, però, per quanto riguarda la scelta delle sedi di assegnazione e, prima ancora, la creazione, o pubblicazione, dei relativi posti.
Dovete sapere, cari visitatori, che è sempre stato estremamente difficile per un uditore giudiziario di prima nomina ottenere, quale sede di prima assegnazione, dei posti a Cagliari, perché ambiti preferenzialmente dai magistrati con maggiore anzianità in servizio fuori Sardegna o presso altri uffici giudiziari dell’isola (specie Lanusei e Nuoro, posti tutti riempiti con uditori perché non ci vuole andare nessuno).
Orbene, quando vi è qualche uditore giudiziario figlio di autorevoli magistrati, oppure potentemente ammanigliato con politicanti di peso o agitatori di qualche corrente (rigorosamente di sinistra) della magistratura associata, capita, miracolosamente, che vengono pubblicati uno o più posti nel capoluogo, a condizione che possano essere effettivamente coperti dalle persone segnalate.
Qualche anno fa andò loro male, poiché una di queste persone segnalate non riuscì a ricoprire un posto a Cagliari perché c?era un uditore che aveva più punteggio della stessa, al quale ne fecero di tutti i colori, senza riuscirci, per costringerlo a cedere l’agognato posto all’uditore “segnalato”, che ovviamente accampava, per rimanere a Cagliari, nobilissimi motivi di natura familiare (il solito dannato familismo all’italiana che tanti guasti ha creato al Paese).
Ma da qualche tempo, hanno pensato di far meglio le cose, e così, da qualche tempo in qua pubblicano parecchi posti a Cagliari, garantendosi però che le persone che li occupano siano tutte potentemente e rigorosamente “spinte” da influenti magistrati o da esponenti politici di rilievo … non uno che sia un semplice figlio di vigile urbano senza segnalazioni, come l’ammirevole dottor Danilo Tronci, non uno che semplicemente sia riuscito a restare a Cagliari perché semplicemente bravo, non uno!!!
Come si devono chiamare questi se non “accozzi” alla cagliaritana, “raccomandazioni” all’italiana? Come si spiega che quando ci sono uditori semplicemente meritevoli, e non segnalati da nessuno, non pubblicano nessun posto a Cagliari? E come si spiega, ancora, che magistrati di ben altra levatura di quelli, tutti comunisti, che stanno dietro questi pastrocchi, come il dottor Ettore Angioni, non abbiano fatto alcuna pressione per ottenere altrettanto per i figli (la dottoressa Alessandra Angioni se n’è tranquillamente andata a Oristano)?
Il fatto è che questi qua vogliono controllare, dalla prima all?ultima, tutte le pedine del Palazzaccio, evitando che posti magari strategici siano occupati da persone poco controllabili, poco avvicinabili, fuori da certe logiche, insomma, in grado di diventare veri magistrati indipendenti, ciò che i padroni del vapore, vale a dire certa magistratura che controlla il Palazzaccio alla stregua di un sindacato di controllo azionario in solida simbiosi con certi politicanti ulivisti, vogliono evitare a tutti i costi.
Intanto i raccomandati se la spassano, prontissimi, quando d’uopo, a eseguire fedelmente gli ordini di scuderia dei loro benefattori di magistratura e politici, che sanno bene di poter contare ciecamente su di loro …. saranno anche bravi magistrati, ma portano l’indelebile marchio dei servi … e così il Palazzaccio di piazza Repubblica continuerà ad essere quello che è … lo sapete bene e non c’è bisogno di aggiungere aggettivi! A proposito …. ma chi diavolo ha rubato i floppies di Nichi Grauso?
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