Oggi chi si rechi a Orgosolo troverà non solo i murales, non solo la consueta ospitalità barbaricina, non solo il Supramonte con la sua bellezza misteriosa, ma anche … Graziano Mesina, ma non come emblema vivente di certo banditismo, ma finalmente come uomo libero, come uomo che ha ampiamente pagato e strapagato i propri debiti con la giustizia e che il presidente Ciampi ha finalmente graziato, forse facendo violenza agli umori del ministro Castelli non sempre favorevoli ai provvedimenti di clemenza, compiendo un atto veramente nobile.
Da tempo questo gesto veniva sollecitato e, i nostri più attenti visitatori ricorderanno, anche noi a suo tempo, nell’autunno del 2004, avevamo avviato una campagna per l’invio al presidente Ciampi di lettere ed email con cui sommessamente si sollecitasse il Capo dello Stato a concedere la grazia a Grazianeddu, per i motivi che son fin troppo noti: ha abbondantemente pagato il proprio debito con la giustizia, come nessun altro in Italia.
Tutti sappiamo che c’è un altro motivo, che Ciampi, che è persona lontana da ogni forma di ipocrisia, avrà certo orecchiato: in ben pochi erano convinti che Grazianeddu, nei primi anni Novanta e dopo avere concorso alla liberazione di Farouk Kassam, meritasse di tornare in galera, troppi misteri circondavano e circondano ancora il suo arresto a San Marzanotto con quelle armi uscite da chissàdove, legittimo il dubbio e il sospetto che qualcuno abbia voluto “insegnare” il silenzio a Mesina, reo di non aver taciuto, per dirla con Tito Melis, “quello che in Sardegna sanno anche i sassi”, ossia che per la liberazione di Farouk si è quasi certamente pagato un riscatto, e con soldi dello Stato.
Comunque sia, un uomo che non doveva più stare in galera ne è finalmente uscito, siamo grati al presidente Ciampi e siamo arcicontenti di aver fatto, anche noi, qualcosa in questa direzione; viva Graziano Mesina libero, viva Grazianeddu, un uomo che ha commesso tanti reati, ma un uomo la cui moralità soverchia sicuramente quella di tanti grandi e piccoli, sicuramente molto ipocriti, pretesi servitori dello Stato.
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