A Graziano Mesina dovrebbero fargli un monumento, altro che lasciarlo in galera a oltranza: la gente non ha mai creduto a ciò che è stato orchestrato contro di lui, compresa la buffonata estrema dell’accusa di favoreggiamento per il sequestro Kassam (per cui mancava un coimputato importante: lo Stato), per gli orgolesi onesti, che sono la stragrande maggioranza, lui era stato il simbolo di come si possa uscire dalla spirale del crimine per il ravvedimento.
Oggi che Mesina è tornato in galera, e che tarda l’esame della sua domanda di grazia, cosa può pensare l’orgolese medio, il barbaricino medio in genere, constatando come Grazianeddu è stato ricompensato per aver collaborato lealmente con lo Stato, reo solo di non essersi ritenuto vincolato, a differenza del signor Boe, da certi torbidi segreti?
Si deve avere una bella faccia tosta a pretendere che la gente abbia fiducia dello Stato, quando questo è capace solo di offrire questi begli esempi: chi pretendete più che spezzi il muro di omertà, chi vi illudete più che collabori in paesi dove il solo sospetto di essere “spia” è spesso una condanna a morte?
Forse il problema è che molti magistrati, e anche molti elementi delle forze dell’ordine, non sapendo cosa siano il buon senso, l’equilibrio, la lealtà, la correttezza, dovrebbero cambiare mestiere, e ci sembra che per il rimboschimento in Sardegna serva tanto personale: ecco una nuova buona idea per Renato Soru, o per Mauro Pili.
E intanto, cavolo, Castelli, GRAZIA GRAZIANO!!!
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